Ucraina, trilaterale con Russia e Usa mentre proseguono le offensive
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Redazione Esteri
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Mentre la delegazione russa si preparava a raggiungere Abu Dhabi per un incontro storico, la notte ha portato con sé un nuovo, massiccio attacco con droni sulla capitale ucraina. La tensione, che si avverte ormai in ogni piega del conflitto, sembra trovare un contraltare nei negoziati avviati a Mosca, definiti dal Cremlino "sostanziali e costruttivi", dopo che i delegati statunitensi hanno incontrato Vladimir Putin. Il presidente Trump, dal canto suo, ha mostrato ottimismo riguardo a possibili sviluppi, un sentimento che contrasta platealmente con le dichiarazioni del presidente ucraino, il quale, parlando a Davos, ha duramente criticato l'Europa, accusandola di apparire "divisa e persa" di fronte alla nuova amministrazione americana.
Il nodo della sicurezza e le condizioni di Mosca
Il consigliere diplomatico russo ha spiegato ai giornalisti che "è stato concordato che il primo incontro di un gruppo di lavoro trilaterale sulle questioni di sicurezza si terrà oggi ad Abu Dhabi". La delegazione di Mosca, che sarà guidata da un alto ufficiale dello Stato maggiore, parteciperà ai colloqui con una posizione ben chiara, ribadita più volte: fino al raggiungimento di un accordo che soddisfi le sue richieste, le operazioni militari continueranno. Questa linea dura, del resto, è stata confermata proprio nelle ore immediatamente precedenti l'appuntamento negli Emirati, con un'offensiva che ha preso di mira infrastrutture civili, lasciando quasi duemila edifici di Kiev senza riscaldamento in pieno inverno.
Il peso delle distruzioni e i piani per la ricostruzione
Il conflitto, che entra nel suo terzo anno, ha lasciato sul campo macerie materiali ed economiche di proporzioni colossali, tanto che la Commissione europea ha redatto una roadmap per la ricostruzione del paese. Il documento, che delinea una visione a lungo termine, stima in ottocento miliardi di dollari l'impegno finanziario necessario nell'arco di un decennio per ridare all'Ucraina un'economia competitiva. Si tratta di una cifra enorme, che testimonia la portata dei danni subiti e la sfida che attende la comunità internazionale, la quale deve però ancora vedere una fine delle ostilità all'orizzonte.
La difficile partita diplomatica tra Mosca e Washington
Il nodo principale rimane, evidentemente, quello del Donbas, una regione su cui le posizioni sono diametralmente opposte e che rappresenta l'ostacolo maggiore a qualsiasi trattativa di pace. L'incontro di ieri a Mosca, preceduto da quello tra Zelensky e Trump a Davos, segna una ripresa dei canali diretti tra Washington e il Cremlino, un fatto di per sé significativo dopo anni di dialogo interrotto. La posta in gioco è altissima e i margini di manovra appaiono stretti, mentre la guerra continua a mietere vittime e a produrre effetti devastanti sulla popolazione, costretta a vivere sotto la costante minaccia degli attacchi.




