Blocca l’Hpv con la vaccinazione: la nuova campagna di Msd e della Serie A Women per la prevenzione dei tumori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
È il gesto atletico della portiera, quella che con un balzo blocca il pallone e impedisce alla squadra avversaria di segnare, il fulcro visivo e concettuale della campagna di comunicazione "Blocca l'Hpv con la vaccinazione", promossa da Msd Italia e dalla Serie A Women. L'iniziativa, che ha ricevuto il via libera dal ministero della Salute, si propone di veicolare un messaggio di salute pubblica attraverso la potenza evocativa dello sport, associando la parata decisiva all'azione di schermo del vaccino contro il papillomavirus umano. In un campionato che oggi conta cinquantamila tesserate, dalla Serie A al settore giovanile, la scelta di utilizzare il calcio femminile come cassa di risonanza per un tema tanto delicato non è affatto casuale, e punta a raggiungere un pubblico ampio e diversificato attraverso un linguaggio universale come quello della metafora sportiva -1-5.
L'analogia tra lo sport e la difesa dell'organismo
L'idea alla base del progetto, che sarà visibile su piattaforme digitali come YouTube e i social media, oltre che su Dazn durante le partite del campionato e su altri canali durante la Coppa Italia Women, gioca sull'immediatezza dell'immagine: così come la estremo difensore para il tiro e salva il risultato, il vaccino neutralizza il virus, impedendogli di provocare danni potenzialmente letali a distanza di anni -5. Il cuore della comunicazione è un video realizzato con tecniche di intelligenza artificiale, che riproduce parate spettacolari ispirate ai movimenti delle vere giocatrici della Serie A Women; alla fine di ogni sequenza, compare l'invito a bloccare il virus attraverso la vaccinazione e a rivolgersi al proprio medico o al centro vaccinale per informazioni, oppure a visitare il sito web infohpv.it, autorizzato dal dicastero della Salute -1-2. L'obiettivo, come sottolineato da Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia, è quello di fare squadra con il Servizio Sanitario Nazionale e con tutti gli attori coinvolti per vincere quella che lei stessa ha definito "la partita della prevenzione", un investimento sul futuro delle persone e del Paese -1-5.
L'impegno personale di Federica Cappelletti e il ricordo di Paolo Rossi
La campagna, peraltro, si carica di una valenza profondamente personale e toccante grazie alla figura di Federica Cappelletti, presidente della Serie A Women. Da tre anni alla guida del movimento, Cappelletti porta avanti un progetto di crescita sportiva e culturale che si intreccia inestricabilmente con la sua storia privata, vissuta per vent'anni accanto al marito Paolo Rossi, eroe del mondiale del 1982 scomparso nel dicembre del 2020 a causa di un tumore ai polmoni diagnosticato solo pochi mesi prima -3. La prevenzione, racconta, è sempre stata un valore condiviso con Paolo; e se allora non fu possibile diagnosticare in tempo quella malattia, oggi il suo impegno pubblico, con questa campagna, diventa il modo per portare avanti quei principi, con la propria responsabilità e sentendo il marito accanto come "una presenza gentile" -3. Un legame, quello con Paolo, che lei stessa definisce il viaggio più bello della sua vita, e che la spinge a insegnare alle proprie figlie e alle ragazze del campionato a sognare in grande e a credere in sé stesse, muovendosi nella direzione dei propri sogni -3.
I dati epidemiologici e la sfida della prevenzione
Al di là della metafora e degli aspetti emotivi, il contesto epidemiologico offre dati precisi che motivano l'urgenza di simili iniziative. L'Hpv, o papillomavirus umano, rappresenta l'infezione sessualmente trasmessa più diffusa, e nella maggior parte dei casi il sistema immunitario è in grado di eliminarlo spontaneamente. Tuttavia, quando l'infezione diventa persistente, può evolvere in lesioni precancerose e tumori anche a distanza di molti anni -1-2. In Europa, si stima che il virus sia responsabile del cento per cento dei carcinomi della cervice uterina, dell'ottantotto per cento di quelli dell'ano, del settantotto per cento dei tumori della vagina, e di percentuali significative di neoplasie della vulva, del pene e dell'orofaringe -2-5. In Italia, ogni anno circa ottomilaottocento nuovi casi di tumore sarebbero riconducibili a infezioni croniche da ceppi oncogeni del papillomavirus -1-2. La prevenzione, come ricordano gli esperti, si basa su due pilastri: la vaccinazione, offerta gratuitamente a ragazzi e ragazze nel dodicesimo anno di età, e lo screening per la popolazione femminile, che comprende il Pap-test e l'HPV DNA test -4-8.
Il presidente della Società Italiana di Igiene, Enrico Di Rosa, ha sottolineato come la prevenzione del papillomavirus sia una delle principali sfide per la sanità pubblica, e come campagne di comunicazione come questa siano fondamentali per spingere la popolazione a chiedere informazioni e ad aderire ai programmi di prevenzione -2. Elsa Viora, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ha aggiunto che la prevenzione deve essere di tutti, ricordando che l'Hpv non è un tema esclusivamente femminile, ma colpisce anche gli uomini, che possono sviluppare tumori o diventare portatori del virus -2. L'obiettivo dichiarato, a livello internazionale, è ambizioso: raggiungere il novanta per cento di copertura vaccinale nelle ragazze, il novanta per cento di adesione agli screening e il novanta per cento di accesso alle cure per le donne con lesioni precancerose, per eliminare il tumore della cervice uterina come problema di sanità pubblica -8.




