Urso: la crisi dell'auto è crisi dell'Europa, con epicentro a Bruxelles
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito la crisi del settore automobilistico come una crisi dell'intera Europa, della quale Bruxelles rappresenterebbe l'epicentro. Intervenendo in collegamento video all'assemblea dell'Unione Industriali di Torino, il ministro ha tracciato, con una metafora sismica, la mappa di un fenomeno che, partendo dalla Germania, si propaga in Italia e coinvolge l'intero continente, attribuendo alle istituzioni comunitarie una centralità nel problema.
Lo scenario critico e i rischi per il comparto
A confermare la gravità della situazione, un report di AlixPartners ha lanciato un nuovo monito sulle severe conseguenze che attanagliano l'industria europea delle quattro ruote. La società di consulenza, i cui dati sono stati citati da diverse agenzie, ha evidenziato come la debolezza della domanda e la rapida ascesa dei costruttori cinesi, tra i quali spicca BYD – che avrebbe scelto la Spagna per il suo terzo impianto nel Vecchio Continente – stiano creando una pressione senza precedenti. Otto fabbriche europee, secondo le analisi, sono attualmente a serio rischio di chiusura, un dato che delinea un panorama industriale in profonda trasformazione e sotto assedio.
Le dichiarazioni del ministro sul caso Stellantis
In questo contesto, il ministro Urso ha voluto esprimere un cauto ottimismo per la situazione italiana, rivendicando alcuni sviluppi positivi all'interno di Stellantis. Ha sottolineato, non senza una certa fierezza, come la governance del gruppo abbia visto una rinnovata presenza di manager italiani ai piani alti, un elemento che viene letto come un segnale di maggiore attenzione verso le sorti del paese. A questo, ha aggiunto il riferimento a un accordo siglato con la casa automobilistica nell'ambito del Piano Italia e all'arrivo di due miliardi di investimenti per lo stabilimento di Mirafiori, sebbene tali affermazioni siano state oggetto di scrutinio da parte di alcuni osservatori che ne mettono in dubbio la portata concreta.
La competizione globale e le sfide strutturali
Il mercato automobilistico europeo naviga dunque in acque agitate, stretto tra una crisi strutturale di competitività e l'irruzione di nuovi e agguerriti attori globali. L'avanzata dei car maker cinesi, unita alle sfide imposte dalla transizione verde del Green Deal, sta ridefinendo gli equilibri di un settore che fatica a mantenere il proprio passo. Gli studi presentati in recenti forum specializzati mettono in luce criticità sistemiche che vanno ben al di là delle fluttuazioni congiunturali, configurando uno scenario dove la sopravvivenza stessa di un'industria storica viene chiamata in causa.




