Gp Ungheria, la carambola di Martin costa cara: doppio long lap penalty a Brno tra accuse e solidarietà nel paddock
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Redazione Sport
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Il maxi-incidente scatenato da Jorge Martin alla prima curva del Balaton Park, un vero e proprio effetto domino che ha spazzato via cinque concorrenti nel corso del Gp d’Ungheria, ha finalmente avuto un primo riscontro ufficiale da parte dei commissari sportivi.
Lo spagnolo, campione del mondo in carica ma finito a terra assieme al compagno di squadra Marco Bezzecchi, a Raúl Fernández, a Fermín Aldeguer e a Fabio Di Giannantonio (quest’ultimo, va detto, l’unico miracolosamente in grado di ripartire e concludere la corsa), dovrà scontare una pesantissima doppia long lap penalty nel prossimo appuntamento del Motomondiale, in programma il 21 giugno a Brno, nella Repubblica Ceca. Una sanzione che, di fatto, mina alla radice ogni ambizione di risultato per il #89 nella gara Ceca, trasformando la sua rimonta in un’impresa quasi proibitiva.
L’analisi tecnica di un disastro annunciato: asfalto “scivoloso come olio” e il caso degli abbassatori
Se la decisione dei commissari – motivata ufficialmente con il “comportamento che mette in pericolo più piloti” – è apparsa scontata a molti, assai meno lineare è il dibattito che si è aperto nel paddock riguardo le cause reali di quella polveriera umana e meccanica esplosa alla curva 1. A scagionare almeno in parte Martin non sono solo i tifosi, ma alcuni colleghi di grande esperienza come Cal Crutchlow e Pecco Bagnaia, i quali hanno puntato il dito contro lo stato disastroso del nuovo manto d’asfalto ungherese.
“Nessun pilota cerca di buttare fuori pista un altro – ha dichiarato Crutchlow – purtroppo è la natura di questa prima curva, e l’aderenza era così scarsa che sembrava di guidare sul ghiaccio”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fabio Quartararo, che per primo ha lanciato l’allarme definendo la superficie “scivolosa come se fosse stata cosparsa d’olio”.
A complicare ulteriormente il quadro, si inserisce la polemica tecnica sollevata da Jack Miller, il quale ha gettato luce sul ruolo degli abbassatori (i dispositivi che comprimono le sospensioni allo start) nel determinare la caduta. Secondo l’australiano, Martin stava tentando di disattivare il sistema in frenata, un movimento non naturale che, su un asfalto nuovo e poco gommoso come quello del Balaton Park, provoca un pericoloso “saltellamento” della moto prima del bloccaggio dell’anteriore.
“A Barcellona abbiamo visto cadute simili – ha tuonato Miller – è ora di toglierli, perché la moto non reagisce come dovrebbe”. Una tesi, quest’ultima, che trasforma l’incidente da semplice errore umano a possibile effetto collaterale di un’evoluzione tecnologica non ancora perfettamente domata.
Il muro contro muro in casa Aprilia: Rivola contro Martin, un caso interno
Al di là delle dinamiche fisiche della carambola, a tenere banco nei box è stato il clima di gelo nella squadra ufficiale Aprilia, unica a dover piangere la perdita di ben due dei propri alfieri (oltre al danneggiato Fernandez del team satellite). Mentre i piloti sono stati messi in silenzio stampa, è toccato all’amministratore delegato Massimo Rivola scaricare tutto il peso della responsabilità sul proprio pilota, rompendo quella regola non scritta di protezione del gruppo che solitamente vige nei team ufficiali.
“È un errore che un campione del mondo non può permettersi – ha tuonato Rivola – non c’è foga, ha solo sbagliato la frenata in un punto dove l’aderenza era inferiore, ma dovevamo avere più margine”.
Una dichiarazione, questa, che è apparsa ai più come una sorta di processo pubblico nei confronti di Martin, il quale dal canto suo ha provato a spegnere gli incendi con un rapido messaggio di scuse sui social, focalizzandosi sulla circostanza che, fortunatamente, nessuno dei piloti coinvolti abbia riportato fratture nonostante le forti contusioni rimediate (alla schiena e al piede per lo spagnolo, a gamba e mano per Bezzecchi).
Tuttavia, questa posizione durissima presa dal vertice di Noale rischia di isolare ulteriormente l’ex campione, già provato da un avvio di stagione complicato, mentre il suo compagno di box Bezzecchi si trova a dover digerire una perdita di trenta punti pesantissima nella lotta per il titolo, regalata di fatto al vincitore del giorno, Marc Marquez.




