Addio ad Antonello Fassari, il ricordo degli amici: "Uomo generoso, attore unico

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La scomparsa di Antonello Fassari, stroncato oggi a 72 anni da un’angina pectoris che lo tormentava da tempo, ha lasciato un vuoto nel mondo dello spettacolo. Colpito da quel dolore toracico che lui stesso aveva descritto come una morsa che lo "divorava dentro", l’attore romano — celebre per il ruolo di Cesare ne I Cesaroni — aveva affrontato negli ultimi anni anche le ombre dell’ansia e della depressione, aggravate dal divorzio dopo due decenni di matrimonio. Una battaglia privata, la sua, che non aveva mai spento la sua ironia né la capacità di essere, per chi lo conosceva, un punto di riferimento.

Tra i primi a rendergli omaggio, Enrico Brignano ha condiviso sui social un ricordo intimo: "Antonello mi mancherai tanto", scrive, evocando le lunghe chiacchierate sui set di Bambino di Betlemme e de I Cesaroni, dove risuonava quella sua risata inconfondibile. Un tono affettuoso, lo stesso usato da Edoardo Pesce, che lo definisce "un fratello maggiore", ricordandone la generosità e la profondità. Le loro strade si erano incrociate più volte, da Romanzo Criminale alla serie tv, in un sodalizio artistico che Pesce oggi celebra con gratitudine.

Anche la Garbatella, quartiere simbolo delle riprese della fiction che lo rese popolare, reagisce con commozione. Al Bar dei Cesaroni, locale diventato un’icona per i fan, c’è chi sospende il lavoro al pc o l’aperitivo per commentare la notizia: "Era uno di noi", dice un avventore, mentre il gestore ammette che la perdita è sentita come quella di un amico. Del resto, Fassari aveva scelto di vivere lontano dai riflettori, senza mai perdere il legame con i luoghi e le persone che avevano segnato la sua carriera.

Quella stessa carriera che, tra cinema e televisione, lo aveva visto misurarsi con ruoli drammatici e comici, dimostrando una versatilità non comune. Se il pubblico lo amava per le battute sagaci di Cesare, i colleghi ne lodavano la professionalità e l’umanità. Corrado Guzzanti e Massimiliano Bruno, tra gli altri, hanno espresso il loro cordoglio con messaggi privati, sottolineando quanto il suo mestiere fosse per lui anche un modo per costruire relazioni autentiche.

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