Roma-Juventus, all’Olimpico in palio un pezzo di Champions
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Redazione Sport
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La notte dell’Olimpico si appresta a ospitare uno di quei crocevia che, a fine stagione, ci si ritrova a cerchiare in rosso sul calendario, e il posticipo della ventisettesima giornata tra Roma e Juventus ha tutte le carte in regola per rispettare questa attesa. Non siamo ancora di fronte a uno spareggio secco, certo, ma l’importanza della posta in palio è talmente elevata che definirla una semplice partita di campionato suonerebbe quantomeno riduttivo. Le due squadre, divise da appena quattro punti in classifica, si affrontano in un duello che va ben oltre i tre punti, proiettandosi direttamente sull’obiettivo primario di entrambe: la qualificazione alla prossima Champions League. Per i padroni di casa di Gian Piero Gasperini, reduce da una striscia interna che li ha visti conquistare sedici punti su diciotto nelle ultime sei uscite casalinghe, allungare sulle dirette concorrenti significherebbe scavare un solco profondo in classifica, approfittando anche della flessione che ha colpito gli avversari, ancora frastornati dall’eliminazione europea patita per mano del Galatasaray al termine di una doppia sfida dai contorni epici e sfiancanti sul piano nervoso.
La Juventus di Luciano Spalletti, dal canto suo, arriva all’appuntamento con l’obbligo morale di invertire un trend negativo che in campionato la vede senza vittorie da tre turni, ma con una ritrovata solidità difensiva che passa inevitabilmente dalle condizioni fisiche di Gleison Bremer. Il difensore brasiliano, pilastro della retroguardia bianconera, sembra aver smaltito l’affaticamento alla coscia destra che lo ha tenuto ai box nella sfida di Champions contro i turchi, e le sensazioni che filtrano dallo staff medico sono più che positive al punto che, salvo clamorosi contrordini dell’ultima ora, dovrebbe essere regolarmente in campo dal primo minuto al centro della difesa. Una presenza, la sua, che andrebbe a infoltire un reparto che contro la Roma dovrà fare a meno anche dello squalificato Manuel Locatelli, con Spalletti che valuta l’ipotesi di ridisegnare la mediana affidando le chiavi della manovra a Teun Koopmeiners al fianco di Khephren Thuram, mentre in avanti la sensazione è che Jonathan David possa essere preferito a Lois Openda per dare maggiore peso specifico all’attacco.
Sull’altro fronte, Gasperini deve fare i conti con un’infermeria che continua a condizionare le sue scelte, con Artem Dovbyk, Evan Ferguson e Stephan El Shaarawy tra gli indisponibili eccellenti, anche se Paulo Dybala, grande ex della partita, scalpita per recuperare e provare a giocarsi le sue carte contro la sua ex squadra. L’argentino, qualora non dovesse farcela dal primo minuto, lascerebbe spazio a un tridente alle spalle dell’unica punta Donyell Malen, che da quando è approdato in Serie A è diventato il giocatore più prolifico del campionato per gol realizzati, tiri tentati e tocchi in area, un dato che certifica la sua centralità nel progetto tecnico giallorosso. La musica che si suonerà all’Olimpico, dunque, sarà quella di una sfida nella sfida tra l’estro di Malen e la fantasia di Kenan Yildiz, il turchese della Juventus che contro la Roma non ha mai segnato in carriera nonostante sia la squadra contro cui ha giocato più minuti in assoluto, un tabù personale che domenica sera potrebbe trovare la sua definitiva dissoluzione.
I precedenti, in questo caso, raccontano di una supremazia storica dei bianconeri, capaci di imporsi in ottantasette occasioni nei centoottantatré confronti totali di campionato, ma le statistiche più recenti fotografano un equilibrio molto più marcato, con una sola vittoria giallorossa nelle ultime sei stracittadine giocate in casa. Un dato, quest’ultimo, che alimenta le speranze di una tifoseria capitolina che sogna il colpaccio per blindare il quarto posto, ma che al contempo mette in guardia sulla difficoltà dell’impresa, considerando che Spalletti, da quando ha lasciato la panchina della Roma, non ha mai perso contro di lei in campionato, collezionando quattro vittorie e cinque pareggi. Il destino delle due squadre, insomma, si intreccia in una trama fitta di incroci e ricordi, e chissà che Damiano Tommasi, storico ex centrocampista giallorosso che ha legato il suo nome a uno scudetto indimenticabile e a un libro dal Titolo emblematico come “Roma-Juventus 1-1”, non si stia già godendo lo spettacolo da qualche parte, consapevole che certe partite, alla fine, si decidono sempre sul filo di un equilibrio così sottile da risultare impercettibile.
Le mosse di Spalletti e Gasperini per la vigilia se il rientro di Bremer rappresenta la nota più lieta in casa Juventus, le attenzioni di Spalletti sono tutte concentrate sulla ricerca della migliore alchimia possibile in un reparto offensivo che, numeri alla mano, sta faticando a trovare la via della rete con continuità. La probabile scelta di affidarsi a Jonathan David dal primo minuto, con l’ex Lilla chiamato a rispondere alle critiche per le ultime prestazioni anonime, è il segnale di una volontà precisa di dare maggiore peso all’attacco, magari sfruttando gli inserimenti di Weston McKennie, diventato una vera e propria arma in più dalla prossimità dell’area avversaria. Dall’altra parte, Gasperini punta tutto sulla solidità del suo 3-4-2-1, con una difesa che in tredici gare casalinghe ha subito appena sei reti, numeri da miglior reparto del campionato, e con un centrocampo che dovrà arginare la fisicità degli avversari per poi ripartire in velocità sulle fasce.
Il ballottaggio tra i pali e le scelte decisive un altro nodo da sciogliere per l’ex ct della Nazionale riguarda la porta, dove il duello tra Mattia Perin e Michele Di Gregorio sembra essersi improvvisamente acceso. Secondo le ultime indiscrezioni, l’ex Genoa sarebbe in netto vantaggio sul collega, complice un momento di forma psicofisico più brillante e le buone garanzie offerte in campo europeo, tanto che la sua quotazione per una maglia da titolare all’Olimpico si aggirerebbe intorno al settanta per cento. Una scelta, quella del portiere, che potrebbe rivelarsi determinante in una partita dove la tensione e la posta in palio potrebbero rendere ogni episodio, anche il più banale, potenzialmente decisivo per l’esito finale di una sfida che, al di là delle formazioni e dei pronostici, si preannuncia come una delle più avvincenti di questo appassionante finale di stagione.




