Milano, affitti alle stelle: studenti in fuga, ma i prezzi restano un miraggio
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Redazione Economia
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A Milano, dove una stanza in condivisione può costare fino a 750 euro al mese, gli studenti universitari si trovano schiacciati da un mercato immobiliare che, nonostante i recenti segnali di flessione, continua a essere proibitivo. I dati dell’Osservatorio di SoloAffitti, che registrano un crollo del 63,8% delle richieste di affitto tra il 2022 e il 2025, raccontano solo una parte della storia: se l’offerta è aumentata del 38%, i canoni restano alti, spingendo molti fuori città o verso soluzioni precarie.
La crisi, che affonda le radici in anni di politiche urbanistiche discutibili, è esplosa in tutta la sua gravità dopo l’inchiesta che ha coinvolto 74 indagati, tra cui l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi e l’ex presidente della Commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni. Come ha sottolineato Carlo Cottarelli, il problema non è la mancanza di grattacieli, ma l’assenza di abitazioni accessibili per il ceto medio, costretto a ripiegare su periferie sempre più lontane dal centro.
Eppure, nonostante il calo della domanda, il sogno di vivere a Milano resiste. Lo dimostra lo studio di Gromia, che incrocia le ricerche online con i dati dell’Agenzia delle Entrate: i milanesi cercano case in zona Duomo o Brera, ma finiscono per firmare contratti in quartieri dormitorio, dove i prezzi, seppur in lieve diminuzione, rimangono fuori portata per molti.




