Ursula von der Leyen e il dogma del Green deal, tra elettrico e resistenze industriali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel suo discorso sullo stato dell’Unione, Ursula von der Leyen ha ribadito, con una insistenza che molti hanno definito dogmatica, la linea dell’elettrificazione totale del parco auto «a tutti i costi», una scelta che, se da un lato sembra placare le frange più progressiste del Parlamento Europeo, dall’altro consolida la sua posizione in vista della riconferma. Questo approccio, tuttavia, non tiene conto delle vibranti obiezioni sollevate dal mondo industriale, che attraverso le voci di diversi costruttori automobilistici e del leader tedesco Friedrich Merz chiede invece flessibilità e l’apertura a tecnologie alternative. L’incontro di domani con i rappresentanti del settore, annunciato come un momento di confronto, rischia dunque di rivelarsi una mera formalità, un dialogo tra sordi dove le politiche del Green deal appaiono ormai scolpite nella pietra, nonostante le pesanti ricadute economiche e occupazionali che esse potrebbero comportare per un’industria già in affanno.

Su un altro versante, quello giudiziario, una rogatoria internazionale promossa dalla procura di Torino ha portato alla luce un intricato affair finanziario che coinvolge gli Agnelli. Le indagini, che si sono avvalse della collaborazione con il Lussemburgo, hanno scoperto l’esistenza di un trust misterioso, tenuto all’oscuro non soltanto dal fisco svizzero ma, stando alle prime ricostruzioni, anche da una parte della famiglia stessa. La scoperta, che getta una luce nuova sulla gestione del patrimonio, fa presagire il riaccendersi di antiche tensioni dinastiche, aggiungendo un tassello inquietante a una storia già costellata di faide e contenziosi.

A Milano, intanto, entra nel vivo il primo processo che investiga le presunte degenerazioni urbane legata alla cosiddetta Torre di via Stresa. Le accuse dei pubblici ministeri, supportate dalle perizie dei consulenti, dipingono un quadro di irregolarità sistematiche: si parla di una ristrutturazione classificata come fittizia, di deroghe edilizie concesse in modo illegittimo e di oneri di urbanizzazione calcolati in modo del tutto fuori mercato. L’amministrazione del sindaco Beppe Sala, già sotto pressione per altre inchieste, si ritrova così ulteriormente sotto i riflettori della magistratura, che sta mettendo a nudo le criticità di una gestione del territorio spesso opaca.

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