Assalto al cibo a Gaza: spari sulla folla mentre la fame diventa disperazione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Migliaia di persone, spinte dalla fame ormai cronica, hanno sfondato le recinzioni di un centro di distribuzione di aiuti umanitari a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, in una corsa disperata per accaparrarsi quel poco che poteva sfamarle: riso, pasta, olio, fagioli e verdure in scatola. Donne velate, bambini e uomini di ogni età, ridotti allo stremo, si sono riversati nel complesso gestito da operatori internazionali, che secondo alcune fonti sarebbero fuggiti di fronte all’assalto. Mentre la folla si accalcava sotto il sole cocente, un elicottero israeliano avrebbe aperto il fuoco in aria per disperderla, provocando il panico.

La Difesa civile di Gaza ha riferito che otto persone sono state uccise in un attacco aereo israeliano nel nord del territorio, mentre almeno tre feriti sono stati registrati durante gli scontri per gli aiuti. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver sparato colpi di avvertimento e di aver riportato la situazione sotto controllo, ma le immagini del caos hanno riacceso le polemiche sulle condizioni in cui versano i palestinesi, da mesi stretti nella morsa del conflitto.

Un funzionario delle Nazioni Unite, che ha chiesto l’anonimato, ha respinto le accuse del Cogat, l’ente israeliano che coordina gli aiuti a Gaza, secondo cui l’Onu non avrebbe svolto adeguatamente il proprio dovere. «È cinico incolpare gli operatori umanitari, che rischiano la vita, per non poter fare di più», ha dichiarato al Times of Israel, sottolineando come le restrizioni imposte da Israele rendano quasi impossibile qualsiasi operazione.

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