Il Corpo di Dario Cipullo, 16 anni, trovato nel canale Cavour. L'audio all'amico e il blackout del cellulare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una morte che, per quanto le indagini tendano a definirla un "tragico incidente", si presenta fin dall'inizio con una serie di elementi oscuri che l'autorità giudiziaria e i carabinieri sono chiamati a dipanare. Dario Cipullo, sedicenne novarese, studente di un istituto tecnico e atleta del Gattico Rugby, è stato ritrovato senza vita nelle acque del canale Cavour, nella zona di Agognate, un'area periferica contigua a un grande polo logistico e a pochi chilometri dallo svincolo per l'autostrada A4. Il rinvenimento del corpo, avvenuto dopo intense ore di ricerche, ha posto una pietra tombale sulle speranze di chi lo cercava e ha spalancato le porte a una serie di interrogativi stringenti, resi ancora più acuti dalla dichiarazione dell'assessora regionale Marina Chiarelli, amica di famiglia, secondo cui l'accaduto appare, allo stato, "inspiegabile".

La notte della scomparsa e la sequenza degli eventi

La serata di venerdì si era svolta secondo una consueta normalità per un adolescente: una cena in compagnia di amici nella sua città. Terminata la quale, Dario era stato riaccompagnato verso casa dal padre di uno dei suoi compagni, un gesto di ordinaria prudenza che, tuttavia, non ha prodotto l'esito atteso. Il ragazzo, infatti, non fece mai ingresso nell'abitazione familiare. Le sue tracce si perdono, secondo le ricostruzioni, nelle vicinanze di un centro commerciale, durante le ore che separavano la fine della serata dall'alba di sabato. La sua assenza, scoperta il mattino seguente, ha dato immediatamente il via a una mobilitazione di forze e a un'angoscia crescente, culminata purtroppo con la terribile scoperta nel corso d'acqua artificiale. Un luogo che si trova a una distanza non trascurabile sia dal punto in cui fu visto l'ultima volta sia dalla sua abitazione, un particolare che inevitabilmente alimenta i quesiti investigativi.

Il nodo cruciale dell'ultimo audio e della traccia telefonica

Tra gli elementi di maggiore interesse per gli inquirenti spicca, in maniera inequivocabile, l'ultimo messaggio vocale inviato dal sedicenne a un amico. Quell'audio, custodito nel dispositivo del destinatario e sottoposto a scrupolosa analisi, rappresenta una delle poche, preziose fonti per tentare di ricostruire le sue ultime ore e, soprattutto, il suo stato d'animo. A questo si lega indissolubilmente la questione del telefono cellulare personale di Dario, il cui segnale, a un certo punto della notte, si è interrotto. Un blackout tecnologico che coincide con un vuoto nelle sue movimentazioni e che assume il peso di un indizio significativo, sebbene da interpretare con la massima cautela, nel quadro delle verifiche volte a stabilire una cronologia certa degli spostamenti e delle possibili intenzioni del giovane.

Le indagini sul luogo del ritrovamento e gli accertamenti in corso

L'area del canale Cavour, dunque, è divenuta il fulcro delle attività investigative. Gli accertamenti tecnici sul posto, compiuti dai carabinieri del nucleo investigativo e dai colleghi della compagnia di Novara, mirano a escludere o confermare la dinamica dell'incidente, valutando con attenzione le condizioni delle sponde, la profondità e la corrente del canale, nonché ogni potenziale traccia riconducibile al passaggio del ragazzo. Parallelamente, il percorso che dalla zona dell'ultimo avvistamento conduce al punto del ritrovamento viene scrutinato metro dopo metro, nella speranza che qualche testimonianza o qualche dato di videosorveglianza possa fare luce su un tragitto che, al momento, rimane avvolto nell'oscurità. La magistratura, da parte sua, segue il filo delle indagini con il rigore e la riservatezza del caso, consapevole che ogni tassello, anche il più minuscolo, potrebbe essere determinante per offrire una risposta alla famiglia e chiudere un cerchio di dolore apertosi in una notte di ordinaria socialità.

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