Nuovi tram a Roma, arriva il primo Urbos ma sulla Prenestina cambiano le navette sostitutive
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Redazione Interno
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È approdato nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 3 marzo, nel porto di Civitavecchia il primo dei 121 nuovi convogli tranviari che andranno a rivoluzionare il parco mezzi di Atac, e la notizia, nell’attesa che si concretizzi l’arrivo fisico nella Capitale previsto per domani, mercoledì 5 marzo, segna l’avvio di una fase complessa per la mobilità romana, alle prese con cantieri e modifiche ai percorsi. Si tratta del primo esemplare di Urbos, un mezzo di ultima generazione costruito dalla spagnola Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles (CAF), un colosso che si era aggiudicato a settembre del 2023 una gara da 457,8 milioni di euro bandita da Atac all’inizio di quello stesso anno, e questo convoglio, in particolare, rappresenta l’inizio di un rinnovamento atteso da due decenni, ovvero da quando non si vedeva circolare un tram nuovo per le strade di Roma. L’assessore alla mobilità Eugenio Patané, nel dare l’annuncio durante un incontro al circolo PD di Donna Olimpia, ha spiegato che l’obiettivo, adesso, è quello di mettere in strada il mezzo entro i prossimi sei mesi, probabilmente sulla linea 5 o sulla 14, quelle che corrono lungo via Prenestina, anche se i tempi, si sa, subiscono spesso slittamenti come dimostra il ritardo di qualche mese accumulato sulla tabella di marcia iniziale.
Nel frattempo, però, mentre i riflettori sono puntati sullo sbarco del nuovo rotabile e sulla corsa contro il tempo per rispettare i dettami del Pnrr e non perdere i fondi destinati a opere come la nuova linea Termini-Vaticano-Aurelio (Tva), la quotidianità dei pendolari deve fare i conti con un’ulteriore riorganizzazione dei servizi sostitutivi, specialmente per chi utilizza il tram 14. I lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria e, più nello specifico, gli interventi di manutenzione che Anas sta portando avanti sulla Tangenziale Est con i suoi ponteggi, i quali vanno a interferire con i cavi di alimentazione nella zona del deposito di Porta Maggiore, hanno imposto una modifica al precedente schema di circolazione già rivisto a partire dallo scorso mese di settembre. Da alcuni giorni, e la coincidenza con l’arrivo del nuovo tram non è certo casuale, il servizio sulla linea 14 è stato quindi rimodulato: il tram resta operativo, ma esclusivamente sul tratto compreso tra il capolinea della stazione Termini e largo Preneste; da quest’ultima fermata, e sino a viale Palmiro Togliatti, i viaggiatori devono invece servirsi dei bus della linea 14NAV, che Atac ha istituito per garantire la continuità del collegamento.
Uno stop programmato per efficientare l’intera rete tranviaria
La situazione del 14 non rappresenta, in realtà, un caso isolato, ma si inserisce in un contesto di interruzioni molto più ampio e radicale che porterà, tra ottobre e novembre, alla sospensione totale dell’intera rete tranviaria capitolina per circa due mesi. L’amministrazione, come ha più volte ribadito l’assessore Patané, intende sfruttare il fermo forzato imposto dai cantieri Anas – i quali con i loro ponteggi su via Prenestina bloccherebbero fisicamente l’uscita dei convogli dal deposito – per concentrare una serie di interventi di ammodernamento dell’armamento e degli scambi, interventi che altrimenti avrebbero richiesto ulteriori e future chiusure. Si parla, in particolare, del cosiddetto “Progetto Celio”, dove verrà posato nuovo binario e del prato armato carrabile, e di lavori in zona Ostiense e Galeno per la sostituzione di scambi e crociere, tutti cantieri che, se realizzati in momenti diversi, moltiplicherebbero i disagi per l’utenza. L’idea, dunque, è quella di concentrare le opere in un’unica finestra temporale, approfittando del fatto che per permettere i lavori sulla Tangenziale Est sarà comunque necessario disalimentare la linea aerea, rendendo di fatto impossibile la circolazione di qualsiasi tram.
E se per i romani l’estate e l’autunno si preannunciano come un periodo di inevitabili complicazioni negli spostamenti, con le navette che, per quanto potenziate, non potranno mai garantire la stessa capacità e scorrevolezza di un mezzo su rotaia, l’arrivo del primo Urbos a Civitavecchia riaccende i riflettori su una fornitura strategica per il futuro della mobilità cittadina. I nuovi mezzi, lunghi 33,5 metri e in grado di trasportare 215 passeggeri con 68 posti a sedere, sono stati progettati per affrontare i raggi di curva particolarmente stretti di alcune linee storiche e, particolare non secondario, monteranno batterie per potersi muovere anche in assenza di linea elettrica aerea, oltre a pantografi semoventi e sistemi per il riconoscimento del lato di apertura delle porte. Quaranta di questi convogli, lo ha ribadito l’assessore, andranno a sostituire i vecchi Stanga, i tram risalenti agli anni Sessanta sprovvisti di aria condizionata che tanto hanno fatto discutere durante la scorsa estate, mentre gli altri serviranno a potenziare le linee esistenti e ad alimentare le nuove tratte in progetto, a partire dalla Togliatti e dalla stessa Termini-Vaticano-Aurelio. Il cronoprogramma, rivisto più volte, prevede ora la consegna di dieci mezzi entro la fine di giugno 2026, un traguardo ritenuto essenziale per non compromettere i finanziamenti europei legati al Pnrr, e si conta di arrivare a quota 25 nuovi tram entro la fine del 2026, per poi procedere con un ritmo di due o tre consegne al mese fino a completare l’intera fornitura, verosimilmente, entro la fine del 2028.




