Mondiali 2026, l’attesa della Turchia dopo 24 anni: esordio contro l’Australia a Vancouver

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La lunga attesa è destinata a concludersi domenica 14 giugno, quando alle 6.00 (ora italiana) la Turchia di Vincenzo Montella scenderà in campo al BC Place Stadium di Vancouver per affrontare l’Australia nel Gruppo D dei Mondiali di calcio. Una sfida, quella contro i Socceroos, che rappresenta molto più di un semplice esordio: il ritorno sul palcoscenico iridato dopo un’assenza durata un quarto di secolo, l’ultima partecipazione risaliva al 2002 quando la nazionale anatolica stupì il mondo conquistando il terzo posto.

L’emozione, come confessato dallo stesso tecnico italiano alla vigilia, è palpabile ma va gestita con la lucidità necessaria per evitare che il peso della storia diventi un ostacolo. Montella, consapevole delle insidie che si celano in un girone definito equilibrato (dove figurano anche Stati Uniti e Paraguay), ha ripetuto ai suoi ragazzi che non è colpa loro se il paese ha aspettato così a lungo, ma che possono essere orgogliosi di aver riportato la mezzaluna tra le grandi del calcio mondiale.

Il girone D si è aperto con il dominio americano

Il contesto in cui si inserisce questa prima uscita è già stato parzialmente delineato dalla netta vittoria degli Stati Uniti sul Paraguay, un 4-1 che ha lanciato un segnale chiaro alle inseguitrici. I padroni di casa, trascinati da una doppietta di Folarin Balogun e dal sigillo finale di Giovanni Reyna, hanno mostrato una potenza offensiva che allunga le distanze nella corsa al primato, lasciando verosimilmente a Turchia e Australia la caccia al secondo posto utile per la qualificazione ai sedicesimi di finale.

Questa situazione di classifica, con i nordamericani già saldamente in testa, impone a Montella e al collega Tony Popovic (alla guida dell’Australia) di affrontare la gara con calcoli precisi, consapevoli che ogni passo falso potrebbe rivelarsi fatale in un girone corto dove la differenza reti potrebbe giocare un ruolo decisivo.

I numeri e le scelte tattiche in casa turca

Stando alle indicazioni che arrivano alla vigilia, il tecnico italiano ha le idee piuttosto chiare riguardo l’assetto tattico: il modulo prescelto dovrebbe essere il consueto 4-2-3-1, con Cakir tra i pali protetto da una coppia centrale formata da Demiral e Bardakci, mentre Celik e Kadioglu agiranno sulle fasce laterali.

A dettare i tempi di gioco ci sarà il capitano Hakan Calhanoglu, regista dal piede educato che ha concluso la stagione con numeri impressionanti nel campionato italiano (primo nei top 5 campionati europei per conclusioni dalla distanza), affiancato dal dinamismo di Yuksek. Più avanti, il rebus riguarda Kenan Yildiz: l’attaccante della Juventus è in dubbio a causa di un affaticamento muscolare al polpaccio, e Montella ha usato toni cautelativi alla vigilia ("Non so che tenuta potrà avere"), lasciando intendere che probabilmente non verrà rischiato dal primo minuto.

Al suo posto, o a supporto dell’unica punta, agirà il gioiello del Real Madrid Arda Guler, recuperato perfettamente dopo un acciacco di fine stagione e pronto a illuminare la fase di costruzione del gioco con la sua visione periferica.

L’Australia e l’arma della fisicità

Di fronte, l’Australia di Popovic si presenta con un piglio completamente diverso, affidandosi a un solido 3-4-2-1 che esalta le qualità atletiche della rosa. La difesa a tre, guidata dall’esperienza di Mathew Ryan tra i pali e dalla stazza di Harry Souttar, proverà a imbrigliare le giocate dei trequartisti turchi, mentre la chiave offensiva dei Socceroos risiede nelle ripartenze veloci affidate al giovane Mohamed Toure, riferimento centrale del reparto avanzato.

Nonostante i numeri delle amichevoli di preparazione (con quattro sconfitte nelle ultime cinque uscite per l’Australia) possano far pensare a una squadra in difficoltà, gli uomini di Popovic vantano una tradizione difensiva solida nei debutti, anche se il dato storico parla chiaro: i Socceroos hanno perso la gara d’esordio in cinque delle loro sei partecipazioni mondiali, l’unica eccezione risale al lontano 2006 contro il Giappone.

Le quote, dal canto loro, premiano nettamente la formazione di Montella, considerata la favorita per sbloccare il match e per portare a casa l’intera posta in palio, ma la sfida si preannuncia come un banco di prova severo per il carattere e la maturità di una nazionale che non vuole più aspettare.

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