Polizze catastrofali: corsa contro il tempo per le imprese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Entro il 31 marzo, le imprese italiane dovranno adeguarsi all’obbligo di assicurarsi contro gli eventi catastrofali, come terremoti, alluvioni, frane e inondazioni. Una scadenza che, per molte attività, si trasforma in una vera e propria corsa contro il tempo, soprattutto per quelle circa 1,5 milioni di aziende operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi che gestiscono locali in affitto. L’obbligo, introdotto dalla legge di Bilancio 2024 e attuato con un decreto entrato in vigore il 14 marzo, era inizialmente previsto per il 31 dicembre 2023, ma è stato posticipato grazie al decreto Milleproroghe.
Confesercenti Nazionale ha già sollevato criticità rispetto ai tempi ristretti, sottolineando come undici giorni non siano sufficienti per adempiere a un obbligo che richiede una valutazione attenta delle polizze e delle coperture necessarie. Sebbene non siano previste sanzioni per chi non si adegua, le conseguenze potrebbero essere significative: le imprese che decidono di non assicurarsi perdono ogni merito creditizio, vedendosi preclusa la possibilità di accedere a finanziamenti bancari, partecipare a bandi pubblici o ricevere contributi in caso di catastrofi.
La misura, che riguarda anche le stabili organizzazioni, risponde a un’esigenza sempre più pressante nel nostro Paese, dove il dissesto idrogeologico e la frequenza di eventi naturali estremi rappresentano una minaccia concreta per la sopravvivenza delle attività economiche. Tuttavia, l’introduzione dell’obbligo ha sollevato non poche perplessità, soprattutto per le piccole e medie imprese che già faticano a far fronte ai costi fissi e alle incertezze del mercato.
Particolare attenzione è stata rivolta all’area flegrea, dove Confesercenti ha chiesto una dilazione per permettere alle imprese locali di adeguarsi senza ulteriori pressioni. La situazione, già complessa per via della vulnerabilità del territorio, rischia di diventare insostenibile se non si trovano soluzioni che tengano conto delle specificità delle diverse aree geografiche.




