Un passo avanti storico: gli studenti fuori sede votano per la prima volta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le urne sono aperte fino alle 23 di oggi per eleggere i 76 europarlamentari italiani. Il primo giorno di votazioni si è svolto senza intoppi significativi. Queste elezioni, tuttavia, segnano un cambiamento significativo: per la prima volta, gli studenti fuori sede possono votare senza dover tornare nel loro comune di residenza.
La partecipazione degli studenti fuori sede
A Bologna, si è formata una coda davanti al seggio elettorale allestito per gli studenti non residenti in città. A Pisa, 95 studenti fuori sede si sono aggiunti ai circa 72 mila elettori del Comune chiamati alle urne per le elezioni europee.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, solo 23.734 studenti universitari, circa il 4% del totale dei fuori sede, hanno richiesto l’autorizzazione per votare nel proprio comune di domicilio. Tra questi, 95 sono attesi ai seggi nel Comune di Pisa, un dato in linea con la bassa percentuale registrata a livello nazionale.
Il debutto dei fuorisede
Alle 15 in punto, Cecilia, una studentessa di Ingegneria matematica di 23 anni originaria di Ascoli Piceno, ha aperto la fila dei fuorisede davanti all’edificio 11 del Politecnico di Milano, tessera elettorale alla mano. Per lei, come per molti altri, è un momento storico: è la prima volta che può votare nel luogo in cui studia. Non era riuscita a tornare a casa per le precedenti elezioni, ma ora ha finalmente l'opportunità di esercitare il suo diritto di voto.
Questo è un passo avanti significativo per gli studenti fuori sede, che per la prima volta possono votare nel luogo in cui studiano. Tuttavia, la partecipazione rimane bassa e c'è ancora molto da fare per incoraggiare una maggiore partecipazione in futuro.




