Pd unito contro Schlein, ma due votano no: il centrodestra si spacca sulla difesa Ue
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Redazione Interno
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Mentre a Strasburgo il Parlamento europeo approvava la relazione sulla politica di sicurezza e difesa comune — un testo passato con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astenuti — l’Italia ha offerto ancora una volta l’immagine di un Paese diviso, incapace di esprimere una linea unitaria. Se il Pd, nonostante le tensioni interne, ha finito per schierarsi a favore insieme a Forza Italia, è nel centrodestra che le fratture si sono mostrate più evidenti. Fratelli d’Italia ha scelto l’astensione, la Lega ha votato no, mentre gli azzurri hanno sostenuto la proposta della Von der Leyen. Una frammentazione che, al di là delle dichiarazioni di facciata, conferma le divergenze storiche tra i partiti di governo su temi cruciali come la politica estera.
Dall’altro lato dell’emiciclo, il Partito democratico — che pure aveva cercato di presentarsi compatto — ha registrato due defezioni, segno di un malessere non del tutto sopito. Un dettaglio che, seppur marginale nel conteggio finale, riaccende i riflettori sulle difficoltà di Elly Schlein nel tenere insieme una maggioranza spesso tentata da spinte centrifughe. I 5 Stelle e Sinistra italiana, dal canto loro, hanno ribadito la loro opposizione, confermando una distanza che va ben oltre le singole votazioni.




