Meloni rilancia l'attacco da Madrid, la replica di Edith Bruck
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non arretra di un millimetro nella sua polemica, portandola persino Oltrepirenei. Intervenendo, seppur da remoto, alla convention del partito di ultradestra spagnolo Vox, a Madrid, ha infatti rilanciato le sue accuse sugli «odiatori e falsi maestri» che, a suo dire, fomenterebbero un pericoloso clima d’intolleranza. Indossando una giacca rosso vermiglio e rivolgendosi ai «queridos amigos», la premier ha reso omaggio a Charlie Kirk, il giovane sostenitore di Donald Trump tragicamente scomparso, definendolo «un coraggioso» il cui sacrificio ci ricorda «da che lato stanno la violenza».
Questa sua ennesima uscita, la terza in altrettanti giorni sul tema, giunge in un momento di alta tensione politica, mentre le opposizioni le chiedono a gran voce di moderare i toni, accusandola di essere lei stessa la principale fomentatrice di un odio che, invece, dovrebbe sedare. La strategia di Meloni, però, sembra essere esattamente opposta: quella di non farsi «trascinare» dalle critiche e di raddoppiare la posta in gioco, puntando il dito contro gli avversari senza mezzi termini.
A far sentire la sua voce, carica di un’autorità morale che pochi possono vantare, è Edith Bruck, sopravvissuta da bambina ad Auschwitz per una serie di casi fortunati che lei stessa definisce «miracoli». La scrittrice, che oggi ha 94 anni e di odio ha una conoscenza diretta e tragica, osserva con preoccupazione l’effetto che certi linguaggi possono avere sul Paese. «L’odio guasta il mondo», ha dichiarato, riferendo di temere profondamente le conseguenze degli attacchi verbali della premier, i quali rischiano di avvelenare ancor di più il dibattito pubblico, rendendolo insostenibile.




