Ue, niente risarcimenti per i voli cancellati se la colpa è della mancanza di carburante

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La delicatezza della situazione internazionale, strettamente legata alla riduzione dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, sta costringendo Bruxelles a rivedere parzialmente le regole del gioco nel settore del trasporto aereo. È di oggi la notizia, contenuta in una bozza di linee guida che verrà adottata dall’esecutivo comunitario, secondo cui i passeggeri i cui voli verranno cancellati a causa dell’effettiva assenza di jet fuel (il comune cherosene) non avranno alcun diritto a ricevere un risarcimento economico aggiuntivo rispetto al rimborso del biglietto. Una presa di posizione, questa, che chiarisce definitivamente come una carenza locale di carburante possa configurarsi come una “circostanza straordinaria”, l’unico scudo che protegge i vettori dalle penalità previste dal diritto europeo, mentre il semplice aumento dei prezzi alle stelle non rientrerebbe in questa casistica.

Nessun aumento retroattivo per i biglietti già in vendita

Parallelamente a questa esenzione sui risarcimenti, la Commissione ha blindato un altro aspetto cruciale che tocca direttamente le tasche dei viaggiatori. Anche se il costo del barile dovesse subire ulteriori impennate nei prossimi mesi, le compagnie aeree non potranno assolutamente rivalutare i prezzi dei biglietti già acquistati in precedenza. In altre parole, è stato vietato il temuto conguaglio post-pagamento per il “caro carburante”, una pratica che avrebbe potuto trasformarsi in una stangata per chi ha programmato le vacanze con largo anticipo. La stessa ratio, si legge nei documenti preparatori, si applica al divieto di deroghe sulle regole degli slot aeroportuali: il rincaro del cherosene, da solo, non giustifica l’abbandono delle rotte senza conseguenze amministrative, sebbene le misure contenute nel pacchetto siano principalmente di indirizzo e non vincolanti.

La ricerca di nuove fonti e il caso del carburante americano

Guardando alla logistica, una delle soluzioni tecniche al vagor per scongiurare il collasso dei rifornimenti è l’utilizzo del carburante di tipo A, attualmente in uso negli Stati Uniti ma quasi del tutto assente nei depositi europei. Nelle linee guida che verranno discusse domani, Bruxelles ha dovuto prendere atto che non esistono ostacoli normativi specifici che impediscano l’importazione e l’utilizzo di questo diverso grado di combustibile; chiarezza, questa, necessaria per permettere ai vettori di attingere al mercato statunitense senza il timore di violare chissà quali standard comunitari. Resta inteso, tuttavia, che un eventuale cambio di specifica all’interno delle catene di rifornimento esistenti potrebbe comunque richiedere il benestare degli operatori connessi a quel determinato sistema logistico.

La stretta sui divieti di rifornimento in volo

Infine, per evitare distorsioni nella concorrenza e ulteriori sprechi in un momento di scarsità (la cosiddetta pratica del *tankering*, che consiste nel caricare carburante extra laddove costa meno per ridurre i rifornimenti a destinazione), l’esecutivo comunitario ha ribadito il divieto assoluto di rifornimento in volo. Una precisazione che mira a impedire che qualche operatore aggiri le restrizioni locali accumulando scorte strategiche in modo opportunistico, distorcendo il mercato e peggiorando la situazione degli aeroporti tecnici. Resta da vedere come si evolverà la crisi nelle prossime settimane, ma per ora la linea è tracciata: i voli potrebbero essere a rischio, ma i costi della guerra non potranno essere scaricati automaticamente sul biglietto di chi è già pronto a partire.

Description: Ue: stop ai risarcimenti per voli cancellati per mancanza carburante. Vietato l'aumento retroattivo dei biglietti aerei causa crisi Hormuz.

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