Il Natale a tavola pesa sul portafoglio, con i dolci che segnano un rincaro medio dell'8%
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Redazione Economia
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Con l’avvicinarsi delle feste, l'offerta di dolci tradizionali negli scaffali della grande distribuzione e nelle boutique specializzate appare abbondante, ma il confronto con i listini dello scorso anno riserva una conferma sgradita, poiché i rincari, trainati dalle persistenti difficoltà del retail e dai costi delle materie prime, hanno ormai un impatto tangibile. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, certifica un aumento medio dell’8,1% per pandori e panettoni, una cifra che, se da un lato fotografa una tendenza generale, dall’altro nasconde dinamiche differenziate tra le varie tipologie di prodotto.
Le forbici dei prezzi tra classico e artigianale
I dati, che qualcuno potrebbe considerare semplicemente come il riflesso di un contesto economico complesso, in realtà rivelano scarti significativi: se il panettone tradizionale segna un incremento contenuto, pari al 4%, il pandoro classico fa registrare un balzo del 9%. Questa disparità, che può sorprendere i più, si inserisce in un quadro di lungo periodo dove, come rileva un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi, alcuni di questi dolci festivi hanno visto i propri prezzi quasi raddoppiarsi nell’arco di quattro anni, a testimonianza di una domanda che, nonostante tutto, rimane vivace e poco elastica. Parallelamente, fiorisce un mercato di alta gamma, dove grandi maestri pasticceri e chef stellati propongono edizioni limitate e ricercate, alcune delle quali decorate a mano o nate da collaborazioni con brand del lusso, che spingono il listino verso vette di molto superiori alla media.
Il boom del lievitato simbolo delle feste
Il panettone, del resto, quel lievitato natalizio dalle origini milanesi nel Quattrocento, sta vivendo una fase di straordinaria popolarità e trasformazione. Il comparto artigianale, che si distingue per il rigoroso rispetto del disciplinare – il quale impone l’uso di lievito madre, canditi, uvetta e lunghi tempi di lievitazione – conosce una crescita costante, ampliando anche i propri confini. Accanto alle versioni dolci, si afferma infatti con forza la variante salata, un trend innovativo che conquista sempre più spazio e che testimonia la capacità di un simbolo tradizionale di rinnovarsi, pur mantenendo intatte le proprie radici.
Una tradizione che resiste nonostante il carovita
Ciò che emerge, al di là delle classifiche dei modelli più costosi o delle nuove proposte gastronomiche, è dunque un quadro contraddittorio: da una parte la spesa per i dolci delle feste diventa più onerosa, arrivando a pesare in maniera sensibile sui bilanci familiari; dall’altra, la volontà di mantenere viva la tradizione sembra non venir meno, sostenendo un mercato che, pur diviso tra standard e eccellenza, continua a trovare acquirenti. Il Natale del 2025 si presenta così con una sua caratteristica peculiare, dove l’aumento dei prezzi, seppur marcato, non appare in grado di intaccare il desiderio di ritrovare, in quei sapori consolidati, un’identità e una consuetudine irrinunciabili.




