Qatargate, nuovi sviluppi: l’inchiesta riparte con sms e contanti
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Redazione Esteri
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L’inchiesta del Qatargate, che da oltre tre anni tiene sotto scacco il Parlamento europeo, torna a far parlare di sé con nuovi elementi che potrebbero segnare una svolta decisiva. La procura federale belga, che ha avviato le indagini nel 2022, si prepara a depositare ulteriori prove nelle prossime udienze istruttorie, quelle che potrebbero chiudere una vicenda giudiziaria tanto complessa quanto infinita. Tra i materiali che alimentano l’inchiesta, oltre ai verbali dell’ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri – diventato collaboratore di giustizia – spiccano gli sms scambiati tra i protagonisti della vicenda, le intercettazioni telefoniche e i riscontri esterni, come i prelievi di contanti effettuati dall’ambasciata del Qatar in Belgio.
Il Qatar, al centro delle accuse, è sospettato di aver distribuito ingenti somme di denaro e regali a politici, funzionari e lobbisti per influenzare le decisioni delle istituzioni europee. Tra gli obiettivi principali, secondo gli inquirenti, c’era l’attenuazione delle critiche sui diritti dei lavoratori in vista dei Mondiali di calcio del 2022, ospitati proprio dal Paese del Golfo. Un sistema di presunte tangenti che ha coinvolto una rete di personaggi di spicco, tra cui anche due eurodeputate italiane del Partito Democratico, Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti.
La procura belga ha formalmente richiesto la revoca dell’immunità parlamentare per le due politiche, pur non essendo ufficialmente indagate. Entrambe, tuttavia, si sono autosospese dal gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, dichiarandosi “estranee alle accuse”. Gualmini, politologa di lungo corso con un passato nella Regione Emilia-Romagna, e Moretti, figura di spicco del Pd, si trovano ora al centro di un vortice mediatico e giudiziario che rischia di compromettere le loro carriere.
Intanto, l’inchiesta continua a far emergere dettagli che gettano luce su un sistema di presunte corruzioni che ha sfruttato canali opachi e transazioni in contanti. I prelievi effettuati dall’ambasciata qatariota in Belgio, ad esempio, rappresentano uno dei tasselli più significativi del puzzle costruito dagli investigatori. Questi elementi, uniti alle dichiarazioni di Panzeri e alle intercettazioni, potrebbero portare a nuove richieste di revoca dell’immunità per altri europarlamentari coinvolti.




