Carcere della Dogaia, il PD dopo la morte del detenuto: “Le morti in un luogo dello Stato sono inaccettabili”
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Redazione Interno
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La morte di un detenuto di 26 anni nel carcere della Dogaia di Prato ha provocato la presa di posizione del Partito Democratico, che definisce “inaccettabili” i decessi avvenuti in un luogo affidato alla responsabilità dello Stato. Il giovane è morto nella notte dopo aver accusato un malore mentre si trovava nella sua cella. Nonostante l'intervento dei sanitari, ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Le cause del decesso sono ancora da accertare e saranno chiarite dall'autopsia, ma i deputati Christian Di Sanzo e Marco Furfaro sottolineano che, indipendentemente dall'esito degli accertamenti, resta il principio secondo cui lo Stato aveva la custodia del detenuto e il dovere di tutelarne la salute e la vita.
Chi era il detenuto morto nel carcere della Dogaia
Il detenuto deceduto è Rodriguez Matute Dennis, 26 anni, originario dell'Honduras. Era detenuto con l'accusa di aver partecipato, insieme a un ragazzo pratese di 16 anni, al tentato omicidio di Iacopo Cerbai, cameriere del ristorante Casa Targi, aggredito in piazza Mercatale nello scorso mese di maggio. Secondo le informazioni disponibili, il giovane sarebbe stato colto da un malore nella sua cella durante la notte. In precedenza aveva anche dichiarato che, durante l'arresto, sarebbe stato picchiato dalle forze dell'ordine. Sul decesso restano comunque in corso gli accertamenti necessari per stabilire con precisione le cause della morte.
Le dichiarazioni del Partito Democratico sulle condizioni del carcere
Nel commentare quanto accaduto, Christian Di Sanzo e Marco Furfaro hanno ribadito che la responsabilità dello Stato nei confronti delle persone detenute non viene meno durante la custodia. I due deputati del Partito Democratico affermano che, qualunque sia l'esito dell'autopsia, il principio da cui partire resta immutato: chi è detenuto deve vedere garantita la tutela della propria salute e della propria vita. La morte del giovane, secondo gli esponenti dem, rappresenta quindi un episodio che impone attenzione sulle condizioni in cui operano gli istituti penitenziari.
Nella loro nota, i parlamentari denunciano inoltre le criticità presenti nel carcere della Dogaia, sostenendo che nell'istituto mancano medici, educatori e personale di polizia penitenziaria. Secondo Di Sanzo e Furfaro, il carcere viene mantenuto operativo grazie al sacrificio quotidiano di chi vi lavora, mentre le responsabilità della gestione ricadrebbero su chi governa il sistema penitenziario. Per il Partito Democratico, il decesso del detenuto si inserisce in un contesto caratterizzato da gravi carenze strutturali e organizzative che richiedono risposte da parte delle istituzioni.




