Wpp chiude il 2025 con ricavi in calo e lancia Elevate28, il piano per svoltare
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Redazione Economia
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Il consolidato trend discendente del colosso britannico della pubblicità, quel Wpp che per decenni ha rappresentato un modello di holding creativa, ha trovato nei numeri del 2025 la sua conferma più amara. I ricavi si sono attestati a 13,55 miliardi di sterline, segnando un calo dell’8,1 per cento rispetto all’anno precedente, e il dato diventa ancora più significativo se si osserva il fatturato al netto dei costi pass-through, sceso del 10,4 per cento a 10,76 miliardi -1-2. Su base comparabile, la contrazione si attesta al 5,4 per cento, un segno meno che racconta di una difficoltà strutturale, non solo congiunturale. L’utile operativo di bilancio, poi, ha subito un crollo verticale del 71,2 per cento, fermandosi a 382 milioni di sterline; un tracollo dovuto in larga parte a svalutazioni per 641 milioni di sterline, che hanno colpito il valore di alcune delle agenzie più iconiche del gruppo, da Ogilvy a Grey fino ad AKQA -5-7. La risposta a questi numeri, che hanno visto il Titolo soffrire in Borsa, porta il nome di un piano strategico ambizioso e, per certi versi, spartiacque: Elevate28.
Cindy Rose, amministratrice delegata del gruppo dal settembre del 2025, ha scelto la via più diretta per spiegare le ragioni di un’annata così complessa, parlando senza mezzi termini di “eccessiva complessità organizzativa” e di una “mancanza di un modello operativo integrato” come cause primarie di una performance giudicata inaccettabile -2-4. Con Elevate28, Wpp dichiara di voler voltare pagina rispetto al passato, abbandonando la struttura di holding che per anni ha custodito gelosamente le identità separate di decine di sigle creative per trasformarsi in quella che la stessa Rose definisce una “Single Company” -2-4. Non si tratta di un semplice restyling, ma di una riorganizzazione profonda che ridisegnerà l’intera architettura del gruppo attorno a quattro nuovi pilastri operativi: Wpp Media, Wpp Creative, Wpp Production e Wpp Enterprise Solutions, i quali opereranno a loro volta su quattro macro-regioni globali, dal Nord America all’Asia Pacifico -3-8.
La nuova architettura, che mette la media al centro di una proposta integrata, vedrà la luce attraverso un percorso triennale che prevede una prima fase di stabilizzazione nel corso del 2026, per poi puntare a un ritorno alla crescita organica nell’arco del 2027 e a un’accelerazione definitiva a partire dal 2028 -7-10. Alla base di questa transizione, c’è anche un deciso intervento sui costi: l’obiettivo è generare risparmi annui per 500 milioni di sterline entro il 2028, un traguardo che sarà raggiunto anche attraverso una razionalizzazione delle strutture e, inevitabilmente, una riduzione del personale, in particolare laddove si riscontrino duplicazioni di ruoli -3-7. La società prevede di sostenere costi straordinari per circa 400 milioni di sterline nei prossimi due anni per portare a termine questa complessa riorganizzazione, con l’intenzione di reinvestire una parte significativa di queste risorse in aree ad alta crescita e nelle nuove tecnologie -2-5.
L’intelligenza artificiale come collante della nuova offerta integrata
Il perno tecnologico attorno al quale ruoterà l’intera strategia di rilancio si chiama Wpp Open, definita dall’azienda come una piattaforma di marketing “agentica” basata sull’intelligenza artificiale -2-3. È attraverso questo strumento, arricchito dalle capacità di dati di Open Intelligence, che il gruppo intende differenziarsi sul mercato, offrendo ai clienti un accesso unificato a competenze un tempo frammentate tra le diverse agenzie. L’obiettivo dichiarato da Cindy Rose è ambizioso: diventare “il partner di fiducia per la crescita dei principali brand mondiali nell’era dell’IA”, un’era che richiede velocità, integrazione e capacità di gestire la complessità -3-4. Le recenti vittorie in termini di nuovi clienti, tra cui spiccano i nomi di Estée Lauder, Jaguar Land Rover, Reckitt e Henkel, sembrano indicare che il mercato inizi a recepire questa nuova direzione, sebbene l’impatto reale di queste acquisizioni dovrà ancora manifestarsi pienamente nei conti -3-8.
Le difficoltà del business e le prospettive per l’esercizio in corso
Le difficoltà incontrate da Wpp nel 2025 non sono state uniformi, ma hanno mostrato punte di particolare intensità in alcuni mercati chiave. Se l’India ha rappresentato una nota positiva con una crescita del 3,8 per cento, trainata da un buon momento nel new business, la Cina ha registrato un vero e proprio tonfo, con un calo del 14,3 per cento su base annua -1-2. Anche i principali mercati occidentali hanno sofferto: il Nord America è sceso del 4,6 per cento, mentre il Regno Unito ha subito una contrazione ancora più marcata, pari al 7,6 per cento, risentendo della partenza di alcuni clienti e della riduzione dei budget -1-3. Il segmento healthcare e farmaceutico ha mostrato segnali di miglioramento, ma per tutti gli altri settori clienti la spesa si è contratta, con i primi 25 clienti del gruppo che hanno ridotto il loro apporto del 4,1 per cento su base comparabile -1-5.
Guardando al futuro immediato, le previsioni per il 2026 non lasciano presagire un’inversione di tendenza rapida. Wpp si aspetta infatti che i ricavi netti, nel primo semestre, continuino a diminuire, con un calo previsto tra il mid e l’high single digit su base comparabile -2-5. Solo nella seconda parte dell’anno si intravede una possibile, graduale, ripresa. Il margine di profitto operativo headline per l’intero anno è atteso in un range compreso tra il 12 e il 13 per cento, un livello che sconta gli investimenti necessari a sostenere il ritorno alla crescita e la ricostruzione degli incentivi per il management, bilanciati solo in parte dai risparmi derivanti dal piano -2. La strada tracciata da Elevate28 è chiara, ma la sua esecuzione, come sempre in questi casi, sarà il vero banco di prova.
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