Bruxelles, il partito della von der Leyen dichiara guerra all'auto elettrica
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Redazione Economia
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Il Partito Popolare Europeo, in un tentativo di revisione delle regole di Bruxelles, ha proposto un cambiamento significativo per il settore automobilistico: il divieto di produzione di auto con motori a combustione interna a partire dal 2035. Questa posizione, condivisa dal governo italiano, non trova però consenso tra i partiti socialisti, di sinistra e verdi in Europa. Il futuro dell’auto elettrica, quindi, si configura come un tema divisivo per le prossime elezioni politiche in Germania.
La Commissione Europea, guidata dalla presidente Ursula von der Leyen, intende accelerare le misure per affrontare la crisi del settore automobilistico. Dopo la pausa natalizia, è previsto un primo incontro con tutti i soggetti coinvolti nel settore per discutere le misure da adottare. La creazione immediata di una task force sulla competitività europea è uno dei primi passi previsti.
Nonostante le pressioni, la vicepresidente della Commissione Ue con delega alla Transizione Pulita, Teresa Ribera, ha chiarito che non ci sarà alcun dietrofront sullo stop ai motori diesel e benzina dal 2035. Ribera ha risposto indirettamente anche a Giorgia Meloni, che aveva espresso preoccupazioni sulle norme comunitarie, affermando che queste rischiano di mettere in ginocchio il settore. Ribera ha ribadito che il passaggio all’elettrico dal 2035 è una decisione definitiva e non soggetta a ripensamenti.
La presidente von der Leyen ha avocato a sé il piano d’azione industriale della Ue sul settore automotive, precedentemente nelle mani del nuovo commissario dei Trasporti Apostolos Tzitzikostas.




