L’assemblea capitolina dà il via libera definitivo, 39 voti a favore e nessun contrario: lo stadio della Roma a Pietralata entra ora nel vivo dell’iter regionale
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Redazione Interno
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La giornata di ieri, in Campidoglio, nell’Aula Giulio Cesare, ha rappresentato un passaggio formale e politico di straordinaria rilevanza per il futuro urbanistico del quadrante nord-est della città, con il voto dell’Assemblea Capitolina che ha sancito la volontà dell’amministrazione di procedere speditamente verso la realizzazione del nuovo impianto sportivo giallorosso. Il sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto prima della votazione, ha parlato senza mezzi termini di una ricorrenza storica, non soltanto per la tifoseria organizzata, ma per l’intera collettività romana, sottolineando come il progetto, interamente finanziato dai privati, porterà con sé un beneficio pubblico tangibile: undici ettari e mezzo di verde attrezzato, ai quali si aggiungono tre ettari e mezzo di piazze e percorsi pedonali, per un totale di circa quindici ettari di spazi collettivi che verranno restituiti alla cittadinanza e che saranno realizzati e mantenuti a cura e spese della società proprietaria.
La delibera approvata, che ha incassato trentanove pareri favorevoli, nessun voto contrario e cinque astensioni, non rappresenta però il traguardo finale dell’intera procedura, bensì l’atto conclusivo della fase di competenza strettamente comunale: con questo voto, infatti, si certifica ufficialmente che il progetto di fattibilità tecnica ed economica presentato dalla AS Roma ha ottemperato a tutte le prescrizioni e le condizioni che erano state imposte dallo stesso Campidoglio nel lontano 2023, quando si era dato il primo via libera all’idea progettuale della cosiddetta “terra promessa” dei tifosi giallorossi. L’attenzione, adesso, si sposta necessariamente verso altri lidi, in direzione della Regione Lazio, dove nei prossimi mesi si terrà la Conferenza dei Servizi decisoria, un tavolo tecnico complesso che vedrà riuniti una trentina di enti diversi e che avrà il compito di esaminare nel merito ogni singolo aspetto dell’intervento, dalla viabilità all’impatto ambientale, passando per i necessari sondaggi archeologici nell’area di Pietralata, la cui ultimazione è prevista nell’arco di qualche settimana.
A rendere ancora più articolato il panorama politico-amministrativo è la possibilità, caldeggiata dallo stesso primo cittadino e caldeggiata anche dalla proprietà americana guidata da Dan Friedkin, che l’intera procedura autorizzativa venga gestita attraverso i poteri straordinari del commissario governativo nominato per gli Europei di calcio del 2032, un ingegnere di chiara fama che potrebbe avocare a sé la Conferenza dei Servizi per accelerare i tempi e garantire che l’impianto, con i suoi sessantamila e rotti posti a sedere e una curva che da sola ne potrà contenere ventitremila, diventi una delle sedi italiane del torneo continentale. L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione, come ribadito più volte dall’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, rimane quello di posare la prima pietra entro i primi mesi del 2027, in coincidenza ideale con il centenario della nascita del club fondato nel lontano 1927, a patto che la macchina burocratica, spesso farraginosa e imprevedibile, sappia mantenere i ritmi serrati imposti dall’agenda europea.
Il voto in Aula ha inoltre restituito una fotografia piuttosto nitida degli equilibri politici capitolini, con una maggioranza trasversale che ha di fatto isolato le perplessità tecniche sollevate da alcune opposizioni: se i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno scelto di abbandonare l’aula al momento del voto, manifestando così un dissenso di metodo e di merito rispetto alla localizzazione dell’opera in un quadrante che ritengono già critico dal punto di vista urbanistico, i rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno optato per un’astensione motivata da presunte carenze infrastrutturali, in particolare sul nodo delicatissimo della mobilità pubblica e privata nell’area che circonda l’ospedale Sandro Pertini. Dall’altro lato, hanno detto sì in modo convinto i consiglieri di Forza Italia, della Lega e di Noi Moderati, che hanno sottolineato l’importanza di un investimento da oltre un miliardo di euro per il territorio, mentre il Partito Democratico, attraverso la voce dell’ex calciatore Ubaldo Righetti, oggi consigliere, ha voluto idealmente collegare questa approvazione alla lunga storia di attese e di speranze che ha accompagnato i tifosi romanisti sin dai tempi della presidenza di Dino Viola.
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