I cardinali toscani Betori e Lojudice a Roma con un auspicio: «La Chiesa non può tornare indietro»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Martedì, nella prima riunione dei cardinali in preparazione al funerale di papa Francesco – che sarà celebrato sabato – e del conclave, tra i circa sessanta porporati presenti c’erano anche Giuseppe Betori e Augusto Paolo Lojudice. Entrambi toscani, entrambi con meno di ottant’anni e dunque tra gli elettori del nuovo pontefice, hanno condiviso un’attesa comune: quella di una Chiesa che, pur nel solco della tradizione, non rinunci alla spinta riformatrice degli ultimi anni. «Non si può tornare indietro», hanno sottolineato, senza però aggiungere ulteriori dettagli su quale direzione dovrebbe prendere il futuro papato.

Le loro strade, del resto, si erano già incrociate sette mesi fa, quando Lojudice – arcivescovo di Siena – aveva preso il posto di Betori alla guida della Conferenza episcopale toscana. Ora, però, il compito che li attende è ben più impegnativo: partecipare all’elezione del successore di Francesco, in un conclave che si aprirà tra il 5 e il 10 maggio con i suoi 135 cardinali elettori. Un’assemblea variegata, dove accanto ai cosiddetti «grandi elettori» – figure di lunga esperienza nella Curia – siedono anche le nuove leve, quelle che potrebbero ribaltare gli equilibri con alleanze inaspettate.

Non mancano, già in queste ore, i primi tentativi di sondare il terreno. Sebbene manchino all’appello nomi di peso come l’arcivescovo di Milano o il patriarca di Venezia, il confronto tra i porporati ha iniziato a delineare possibili scenari. Storicamente, del resto, i conclavi hanno spesso riservato sorprese: come nel 2005, quando Joseph Ratzinger – fino a quel momento considerato poco più che un «regista» – emerse come candidato naturale, quasi ovvio. Un po’ come ne La lettera rubata di Edgar Allan Poe, dove la soluzione era sotto gli occhi di tutti, ma nessuno l’aveva notata.

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