Martina Carbonaro, l’autopsia conferma: "Non è morta subito, colpita quattro volte al viso e alla testa"
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Redazione Interno
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I consulenti della famiglia di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola dal 19enne Alessio Tucci, hanno reso noti i risultati dell’autopsia, che gettano luce sulla brutalità dell’omicidio. «Il cranio è completamente fracassato, ha ricevuto quattro colpi al viso e alla testa», hanno dichiarato Pietro Tarsitano e Omero Pinto, precisando che la ragazza non è deceduta immediatamente dopo i primi colpi. Resta da accertare, attraverso ulteriori esami, per quanto tempo sia rimasta in vita. Tucci, che ha confessato il delitto, ha ammesso di averla aggredita con una pietra in un casolare abbandonato.
La vicenda, che ha scosso l’opinione pubblica, ha visto emergere particolari agghiaccianti, come il fatto che Martina avesse appena 12 anni quando iniziò una relazione con Tucci, allora già maggiorenne. Un dettaglio che ha sollevato polemiche, al punto da spingere il presidente della Campania Vincenzo De Luca a intervenire, suscitando a sua volta critiche. Intanto, il dolore dei familiari della vittima si scontra con le reazioni della famiglia del killer.
Durante una trasmissione televisiva, uno zio di Tucci ha parlato di «attimo di follia», definendo il gesto del nipote – pur condannandolo – come una reazione in qualche modo comprensibile. Affermazioni che hanno provocato sconcerto, soprattutto tra i parenti di Martina, che rivendicano giustizia senza mezzi termini. «Non vogliamo un ergastolo, ne vogliamo tre», ha detto la cugina Francesca, sottolineando come Tucci, dopo l’omicidio, si sia addirittura avvicinato alla famiglia in cerca di conforto.




