Azimut sotto esame, la Borsa reagisce alle critiche di Bankitalia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le richieste della Consob, avanzate nella notte di giovedì, hanno innescato una reazione immediata e severa da parte del mercato, con il titolo di Azimut Holding che ha registrato un calo significativo in Borsa. La società, che ha sede a Milano, ha dovuto divulgare, su sollecitazione dell’autorità di vigilanza, i contenuti di un’ispezione condotta da Banca d’Italia sulla sua controllata Azimut Capital Management, specializzata nella gestione del risparmio. L’accertamento, svoltosi tra la primavera e l’inizio dell’estate, ha portato alla luce un quadro giudicato dalla Vigilanza stesso come caratterizzato da profili critici non trascurabili, spingendo così la Consob a chiedere un’immediata e pubblica chiarificazione.

Le carenze segnalate dalla Vigilanza

Dall’analisi compiuta dagli ispettori di Via Nazionale, la quale si è concentrata sulla società di gestione del risparmio, è emerso un ventaglio di problematiche sostanziali, definite senza giri di parole come “rilevanti carenze di governance e organizzative”. Tali lacune, che toccano il cuore dell’assetto di governo e di controllo dell’intermediario, hanno reso necessario un intervento correttivo tanto tempestivo quanto incisivo. La Vigilanza, in altre parole, ha stabilito che l’assetto presente non risulta pienamente compatibile con la complessità operativa che contraddistingue sia la Sgr stessa che l’intero gruppo di riferimento, rendendo perciò indispensabile un’azione di rimedio capace di colmare il divario riscontrato.

Il piano di azione e la sospensione del progetto Tnb

Azimut, da parte sua, ha risposto impegnandosi a presentare, entro la scadenza del prossimo 30 novembre, un dettagliato piano di rimedio, la cui piena attuazione è prevista per il 30 aprile 2026. Questo programma, che dovrà essere sottoposto al vaglio di Banca d’Italia, è finalizzato a rimuovere in maniera strutturale tutte le criticità emerse durante l’indagine. Una delle conseguenze più immediate e tangibili delle risultanze ispettive si è avuta sul progetto Tnb, la banca digitale che il gruppo stava promuovendo attraverso uno spin-off di una parte della sua rete di promotori finanziari. Il via libera all’operazione, che vede Azimut come azionista di minoranza, è stato di fatto bloccato, in attesa che le carenze vengano affrontate e risolte in via definitiva.

Il contesto delle azioni di Bankitalia

L’intervento sulla Sgr di Azimut si inserisce in un più ampio contesto di stretta vigilanza portata avanti da Banca d’Italia, la quale, sotto la guida di Fabio Panetta, ha intensificato le sue attività di controllo sul sistema finanziario. Questa attenzione si è manifestata attraverso una serie di interventi correttivi e, in alcuni casi, di provvedimenti sanzionatori verso diversi intermediari, mirando a garantire il rispetto degli standard più elevati in materia di organizzazione e di governo societario. L’episodio che coinvolge Azimut Capital Management rappresenta dunque l’ultimo, significativo tassello di una strategia di vigilanza particolarmente rigorosa, che non fa sconti neppure ai principali attori del risparmio gestito italiano.

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