Azimut, il rimbalzo in Borsa e la scommessa sulla banca digitale Tnb
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Redazione Economia
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Dopo un giovedì caratterizzato da forti tensioni, durante il quale i mercati hanno reagito in maniera istintiva alle notizie provenienti dalla Banca d’Italia, il titolo Azimut ha vissuto una giornata di parziale ripresa, guadagnando un significativo 3,5% e tentando così di arginare le pesanti perdite accumulate nei giorni precedenti. Le dichiarazioni rassicuranti del fondatore Pietro Giuliani, le quali hanno cercato di inquadrare le osservazioni dell’istituto di vigilanza in una prospettiva di normale amministrazione, hanno contribuito a stemperare gli animi più preoccupati, sebbene il valore resti ancora distante, di circa un 7%, dai picchi toccati prima dello scivolone. L’amministratore delegato Giorgio Medda, intervenendo per chiarire la posizione del gruppo, ha sottolineato come l’ispezione rientrasse nella consueta attività di vigilanza e come i rilievi emersi fossero “pienamente gestibili”, un’affermazione che ha rimarcato la volontà di proseguire lungo il solco di un miglioramento continuo.
La contromossa del buyback e la cancellazione dei titoli
A confermare la determinazione della società nel voler trasmettere fiducia agli investitori, è stata l’immediata decisione di attivare il previsto piano di riacquisto di azioni proprie, una mossa difensiva che ha visto, in una prima fase, l’acquisto di 350mila titoli a un prezzo medio di 31,95 euro. L’operazione, che si inserisce in un programma più ampio autorizzato fino a 500 milioni di euro e che prevede la successiva cancellazione dei titoli stessi, è stata presentata come una chiara dimostrazione della solidità finanziaria del gruppo e della convinzione che il valore attuale del titolo non rifletta le reali potenzialità dell’azienda. Medda ha tenuto a precisare che il gruppo continuerà su questa strada anche nei prossimi giorni, segnando così una netta linea di discontinuità rispetto alla logica del breve periodo che spesso domina le borse.
L’attenzione degli analisti sul progetto Tnb e i partner
Al di là delle fluttuazioni dei corsi, che pure hanno un loro peso nell’immediato, l’attenzione degli analisti più avveduti si è concentrata principalmente sugli sviluppi del progetto di banca digitale Tnb, un’iniziativa strategica sulla quale Azimut sta puntando molto per il suo futuro. Gli occhi del mercato, in questo senso, sono rivolti verso i partner coinvolti, Fsi e Ion, i quali rappresentano un tassello fondamentale per la riuscita dell’operazione. È proprio su questo fronte, d’altronde, che si sono appuntate le osservazioni della Banca d’Italia, le quali hanno riguardato soprattutto gli assetti di governance e l’organizzazione della società di gestione del risparmio, aspetti che, sebbene critici, vengono considerati dalla compagnia come perfettamente superabili nell’ottica di una crescita strutturata e di lungo periodo.
La visione di lungo periodo oltre la volatilità
La vicenda, nel suo complesso, offre lo spunto per una riflessione più ampia sulla natura degli investimenti, i quali richiedono, per essere compresi appieno, di abbandonare le reazioni emotive dettate dalla volatilità momentanea per abbracciare una prospettiva più distesa e analitica. Le dichiarazioni dei manager, il lancio del buyback e la trasparenza sulle ispezioni sono tutti elementi che, concatenati, disegnano la strategia di un gruppo intenzionato a procedere nonostante gli intoppi, consapevole che il proprio valore intrinseco risieda in progetti innovativi come Tnb. La capacità di gestire le fasi di transizione e di adempiere alle richieste dei regolatori, del resto, costituisce un indicatore spesso più significativo delle semplici oscillazioni di prezzo, le quali catturano solo una frazione della complessa realtà di un’azienda.




