Ferrari, trimestrale da record e guidance al rialzo: il mercato premia la strategia dell'esclusività

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il secondo trimestre del 2026 si è rivelato un periodo di eccezionale performance per la Ferrari, che ha chiuso i conti con numeri da record, spingendo l'amministratore delegato Benedetto Vigna a rivedere al rialzo le previsioni per l'intero anno. I risultati, come era lecito attendersi, sono stati accolti con favore dal mercato, con il titolo del Cavallino Rampante che ha azzerato le iniziali incertezze per mettere a segno un deciso balzo in avanti a Piazza Affari.

Questo sentiment positivo, che ha visto le azioni guadagnare fino a un 5% nelle contrattazioni premarket, è stato alimentato non tanto dai volumi di consegna – in leggero calo – quanto dalla straordinaria redditività espressa dal mix di prodotto e dal crescente, e a quanto pare inarrestabile, fenomeno delle personalizzazioni.

Numeri da record e margini in espansione

I dati parlano chiaro: nel periodo aprile-giugno, la Ferrari ha registrato ricavi netti per 1,938 miliardi di euro, segnando un incremento dell'8% rispetto all'anno precedente e dell'11% a cambi costanti, un dato che ha superato le attese del consensus. Ancora più significativo è il dato relativo alla redditività, con un EBITDA salito del 7% a 755 milioni di euro, un EBIT di 605 milioni in aumento del 10% e un utile netto di 463 milioni, cresciuto del 9%.

La vera notizia, però, sta nei margini: l'EBIT margin ha raggiunto il 31,2%, un livello che testimonia la capacità di Ferrari di estrarre valore da ogni singola vettura venduta. A spingere questi risultati è stata, come spiegato dalla società, una combinazione vincente: un mix di prodotto più ricco e orientato verso i modelli ad alto margine, il maggiore contributo delle attività racing e, in particolare, la forte domanda di personalizzazioni da parte dei clienti, che sempre più spesso scelgono di rendere unica la propria auto attraverso programmi come il Tailor Made.

Calo delle consegne e forza del portafoglio ordini

Un dato che a una prima lettura potrebbe apparire in controtendenza è il calo delle consegne del 3,7%, scese a 3.366 unità. Un arretramento, però, che non deve trarre in inganno. La flessione, come ha specificato Benedetto Vigna, è da inquadrarsi nella strategia aziendale che punta a mantenere elevata l'esclusività del marchio, anche attraverso la "scarsità" dei modelli. Dopotutto, è la celebre massima del fondatore Enzo Ferrari a ricordare l'importanza di produrre un esemplare in meno rispetto alla domanda del mercato.

A pesare sul dato sono stati soprattutto i mercati delle Americhe (-21%) e della Cina (-32,5%), flessioni in parte compensate dalla crescita del 13% registrata nell'area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), che resta il principale mercato per volumi con 1.856 auto consegnate. A confermare che la domanda resta ben superiore all'offerta c'è il portafoglio ordini, che garantisce una visibilità assoluta coprendo l'intero anno 2027. Un segnale che, nelle parole di Vigna, "ci pone al di fuori di quello che succede nel resto del mercato".

Guidance 2026 rivista al rialzo e aperture sui biocarburanti

Forte di questi risultati, il Cavallino Rampante ha alzato le stime per l'intero 2026. L'azienda prevede ora ricavi netti intorno a 7,60 miliardi di euro, un EBITDA adjusted ad almeno 2,97 miliardi e un EBIT adjusted di almeno 2,26 miliardi, migliorando di 40 e 50 milioni di euro le precedenti indicazioni. Anche l'utile per azione adjusted è atteso in crescita, ad almeno 9,68 euro. Questo rialzo è motivato da un trend delle personalizzazioni più forte del previsto e da un impatto dei cambi meno negativo rispetto alle attese iniziali.

In attesa di svelare, come annunciato dallo stesso Vigna, altri due nuovi modelli entro la fine dell'anno – a completare quella che viene definita la gamma più completa nella storia di Ferrari – l'azienda guarda anche al futuro della mobilità con pragmatismo: il CEO ha infatti aperto alla possibilità dei biocarburanti, definendoli "carbon neutral fuels" e dichiarando che diverse tipologie sono già state provate sui motori Ferrari con risultati eccellenti.

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