Trofeo Laigueglia, Buitrago stacca tutti con un attacco in solitaria: Tiberi chiude terzo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La 63esima edizione del Trofeo Laigueglia, corsa che tradizionalmente apre il calendario delle classiche italiane e che quest'anno si è corsa mercoledì 4 marzo, ha regalato una volata di campioni e la prima, vera affermazione di un talento cristallino come il colombiano Santiago Buitrago, il quale, con una progressione inesorabile sull'ascesa decisiva di Colla Micheri, ha messo in fila tutti i pretendenti al successo. Il corridore della Bahrain Victorious, scattato sull'ultimo dei tre passaggi previsti dal circuito finale, non ha lasciato scampo agli avversari, imponendo un ritmo infernale che solo il francese Romain Grégoire e il suo stesso compagno di squadra, l'italiano Antonio Tiberi, erano riusciti a tenere fino a quel momento. La volata per il secondo posto, vinta da Grégoire davanti a Tiberi, ha solo definito le posizioni minori del podio, perché la sensazione, negli ultimi chilometri, era che il colombiano, classe 1999, avesse realmente messo una marcia in più rispetto a tutti, come del resto aveva già dimostrato in passato in corse a tappe di primo piano.
Dietro ai tre di testa, una pattuglia di italiani ha comunque ben figurato, piazzandosi nelle posizioni che contano: Diego Ulissi, quarto, ha guidato il drappello degli inseguitori, composto anche da Andrea Vendrame, Christian Scaroni e Simone Gualdi, a testimonianza di un movimento che, nonostante tutto, sforna atleti competitivi anche in questo tipo di corse. La strategia della Bahrain Victorious, con due uomini nei primi tre, ha pagato eccome: Tiberi ha infatti svolto un lavoro encomiabile per logorare il gruppetto dei migliori, sacrificando le sue personali velleità di vittonia, sebbene per lui, classe 2001, arriveranno altre occasioni per provare a spezzare quel digiuno tricolore che manca dal 2020, quando a Laigueglia vinse Giulio Ciccone. La gestione della gara da parte della compagine del Bahrein è stata impeccabile, con un controllo serrato del gruppo e una supremazia numerica negli ultimi chilometri che ha messo in seria difficoltà Grégoire, il quale, privo di compagni, ha dovuto subire la tattica avversaria.
Un canavesano tra i professionisti: Simone Buongiorno al via
Ma il Trofeo Laigueglia, al di là del successo di Buitrago, ha rappresentato anche il palcoscenico d'esordio per tanti giovani che si affacciano al mondo dei grandi, e tra questi c'era anche un nome che profuma di territorio canavesano, quello di Simone Buongiorno. Il giovane di Borgofranco d'Ivrea, nato nel 2006 e prossimo ai vent'anni che compirà il 19 marzo, era ai nastri di partenza con la maglia della Beltrami Tsa Tre Colli, formazione emiliana di categoria Continental che punta molto sulla valorizzazione dei giovani, inserendoli in un calendario misto che prevede gare professionistiche e prove Under 23. Buongiorno, passista con buone doti da finisseur come si legge nel profilo stilato dalla sua squadra, arriva da un percorso nelle giovanili con la S.C. Valle Seriana Cene, e questa prima parte di stagione nelle corse italiane sarà fondamentale per testare il suo adattamento a un livello decisamente superiore rispetto a quello affrontato finora.
La sua presenza a Laigueglia, del resto, è stata la conferma di una scelta tecnica ben precisa da parte del team, che nell'organico 2026 ha inserito diversi elementi di prospettiva, accanto a corridori più esperti come Michael Belleri o Riccardo Perani. Per un giovane come Buongiorno, trovarsi al via di una corsa che ha visto ai nastri di partenza nomi del calibro di Buitrago e Grégoire rappresenta un'esperienza formativa di valore inestimabile, al di là del risultato finale che, per uno al primo anno tra i professionisti, passa inevitabilmente in secondo piano. Quello che conta è accumulare chilometri e capire i meccanismi di un ciclismo che, a questi livelli, è fatto di tattica, piazzamento e gestione dello sforzo, cose che si imparano solo correndo gare di questo spessore.
La dinamica di una corsa esplosiva
La corsa, partita da Albenga e sviluppatasi su un percorso di 192 chilometri che includeva anche un tratto sulla Cipressa, ha preso fuoco nel circuito finale, con i ripetuti strappi di Colla Micheri che hanno fatto selezione naturale. Dopo il forcing della Bahrain Victorious, a una trentina di chilometri dall'arrivo è partita l'azione che ha cambiato il volto della corsa: Buitrago e Tiberi, insieme a Grégoire e al belga Quinten Hermans, hanno raggiunto e staccato il battistrada Louis Vervaeke, che aveva provato una lunga fuga solitaria. Sull'ultimo passaggio in salita, Buitrago ha piazzato la stoccata decisiva, un'accelerazione secca che solo Grégoire e Tiberi hanno potuto contenere per qualche centinaio di metri, prima di cedere definitivamente. Il colombiano ha così tagliato il traguardo in solitaria, con 25 secondi di vantaggio sulla coppia inseguitrice, regalando alla sua squadra il primo successo stagionale in una classica e mettendo già le basi per i prossimi appuntamenti italiani, come le Strade Bianche e la Tirreno-Adriatico, dove sarà certamente uno degli uomini da tenere d'occhio.




