La nuova era del Trofeo Laigueglia parte da Albenga: Cipressa e giovani promesse per la 63esima edizione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un’aria di rinnovamento che soffia sulla Riviera ligure in questi primi giorni di marzo, un vento che porta con sé la storia di una delle classiche più longeve del panorama ciclistico italiano e l’entusiasmo per un percorso che, senza stravolgere la propria identità, si apre a suggestioni inedite. Il Trofeo Laigueglia, giunto alla sua sessantatreesima edizione e in programma per mercoledì 4 marzo, si appresta a vivere una giornata storica, abbandonando per la prima volta il suo tradizionale luogo di partenza per abbracciare il territorio limitrofo. Sarà infatti Albenga, con la sua affascinante piazza del Popolo, a ospitare il villaggio di partenza e la presentazione ufficiale delle ventiquattro squadre al via, un vero e proprio scrigno di campioni che annovera ben nove formazioni World Tour. L’avvio ufficioso, previsto per le 11.25 da via Enrico d’Aste, condurrà i corridori verso il Ponte Viveri, dove alle 11.30 il direttore di gara darà il segnale che sancirà l’inizio di una sfida di 192 chilometri, costellata da 2900 metri di dislivello, che si concluderà sul lungomare di Laigueglia, in Corso Badarò, ritornato traguardo per l’occasione.

Se la partenza da Albenga rappresenta la novità logisticamente più rilevante, è però l’inserimento di un'altra celeberrima ascesa nel cuore del tracciato a catturare l’immaginazione degli appassionati e ad aggiungere un tassello di imprevedibilità tattica alla corsa. Per la prima volta, il serpentone multicolore del gruppo affronterà la Cipressa, il leggendario colle che solitamente fa da preludio alla discesa decisiva della Milano-Sanremo. Una scelta, quella degli organizzatori di ExtraGiro Race, che omaggia la Classicissima e che va ad arricchire la prima parte di gara, quella che da Albenga si snoda attraverso i classici Capi Mele, Cervo e Berta, per poi penetrare nell'entroterra. La Cipressa, con i suoi 5,6 chilometri al 4% medio e punte oltre il 7%, non sarà probabilmente il luogo dell'attacco risolutivo, data la distanza dal traguardo, ma fungerà da efficace filtro, logorando le gambe e selezionando il gruppo in vista del trittico conclusivo. Altra chicca di questa edizione 2026, che sottolinea il legame tra sport e valorizzazione ambientale, è il passaggio di 12,6 chilometri sulla Ciclovia Riviera dei Fiori, l’ex tracciato ferroviario premiato con il Green Road Award, un’infrastruttura che permetterà ai corridori di ammirare il paesaggio costiero da una prospettiva inedita.

Il cuore della corsa batte ancora su Colla Micheri

Nonostante le significative novità nel percorso, il Trofeo Laigueglia non rinnega la propria essenza, e il verdetto finale, come da tradizione, sarà scritto sui tornanti e le pendenze ingannatrici di Colla Micheri. Dopo aver superato Testico e Cima Paravenna, due salite più lunghe e regolari che porteranno il gruppo a fare i conti con la fatica accumulata, la corsa entrerà nel suo vivo nel circuito finale intorno a Laigueglia. Sarà qui, sulla salita di Colla Micheri, che si deciderà il successore dello spagnolo Juan Ayuso, vincitore dell'edizione 2025. Questo strappo di circa due chilometri, con una pendenza media che sfiora il picasso dell'8% e punte che toccano punte massime ben più severe, verrà ripetuto per tre volte nell'ultima parte di gara, creando una selezione spietata. È un muro, un autentico strappo muscolare che favorisce i passisti-scalatori dotati di esplosività, capaci di sostenere un ritmo infernale sulle rampe più dure e di resistere poi nel breve tratto in discesa e sul successivo falsopiano che conduce al traguardo di Corso Badarò.

La Bardiani punta sulla freschezza dei suoi giovani

In un lotto di partenti che vanta nomi del calibro di Richard Carapaz, Marc Hirschi e il portoghese António Morgado, le formazioni Professional italiane si preparano a giocarsi le proprie carte con l'orgoglio di chi vuole ben figurare davanti al pubblico di casa. Tra queste, la Bardiani-CSF 7 Saber si presenta sulla linea di partenza di Albenga con una filosofia ben precisa, quella di affidarsi al talento e all'entusiasmo dei propri elementi più promettenti. Il team diretto da Bruno Reverberi, da sempre fucina di giovani valori, schiererà un sette composto da atleti di prospettiva, reduci da esperienze formative e pronti a misurarsi con un tracciato che non perdona. Tra loro, Luca Covili e Alex Tolio, che con la loro esperienza potranno fare da chioccia ai più giovani, e Luca Paletti, il quale, insieme a Filippo Turconi, cerca conferme dopo le prime uscite stagionali. Completano la formazione i diciannovenni colombiani Edward Cruz e Martin Herreño, per i quali una corsa di questo livello rappresenta un banco di prova fondamentale per accumulare chilometri e apprendimento in un contesto agonistico di altissimo profilo.

Il percorso come trait d'union tra tradizione e innovazione

La scelta di avvolgere il gruppo in un abbraccio che parte da Albenga e si snoda attraverso le bellezze della Riviera, toccando la Cipressa e la pista ciclabile, non è solo un vezzo tecnico ma una dichiarazione d'intenti precisa da parte degli organizzatori. Si vuole raccontare il territorio in tutta la sua complessità, offrendo uno spettacolo sportivo che sia anche una vetrina promozionale di rara efficacia. La presenza di atleti provenienti da tredici diverse nazioni -2 garantirà una copertura mediatica internazionale, capace di restituire immagini suggestive dei borghi, della costa e dell'entroterra ligure. I riflettori sono quindi puntati su una corsa che, pur nel suo rinnovamento, mantiene intatto il fascino di una classica di inizio stagione, dove la condizione atletica non è ancora perfetta e dove la tattica e l'intelligenza di corsa possono sopperire a eventuali cali di potenza. Il pubblico, assiepato lungo le strade e in particolare nel circuito finale, potrà assistere a uno spettacolo fatto di attacchi, controffensive e strategie di squadra, in un crescendo di tensione che culminerà nell'ultima, deflagrante ascesa di Colla Micheri. Il traguardo di Laigueglia attende i suoi gladiatori moderni, pronti a scrivere una nuova pagina di questa lunga e affascinante storia.

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