Il colombiano Buitrago vince in solitaria il Trofeo Laigueglia, secondo posto per Grégoire e terzo per Tiberi
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Redazione Sport
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La 63esima edizione del Trofeo Laigueglia, classica di apertura del calendario professionistico italiano che si snoda sulle strade accidentate della Riviera ligure, ha incoronato il colombiano Santiago Buitrago. Il corridore della Bahrain Victorious, classe 1999 originario di Bogotà, ha imposto la sua legge con un’azione solitaria negli ultimi, decisivi chilometri, andando a interrompere un digiuno di vittorie che durava da 388 giorni. Il tempo impiegato per coprire i 192 chilometri del tracciato, che da Albenga conduceva al traguardo di Laigueglia, è stato di 4 ore, 38 minuti e 50 secondi, un crono che testimonia la durezza di un percorso caratterizzato da 2900 metri di dislivello positivo e dall’insidiosa salita di Colla Micheri, ripetuta più volte nel circuito finale.
La tattica della Bahrain Victorious e lo scatto decisivo
È stato proprio sull’erto strappo di Colla Micheri, a una decina di chilometri dall’arrivo, che Buitrago ha piazzato la stoccata vincente. Il corridore sudamericano, che vanta nel suo palmarès due affermazioni di tappa al Giro d’Italia, una nel 2022 e l’altra nel 2023 sulle Tre Cime di Lavaredo, ha profittato della superiorità numerica della sua squadra nel drappello di testa. Con lui, infatti, era presente anche il compagno di squadra Antonio Tiberi, una situazione che ha messo in seria difficoltà l’unico altro uomo al comando, il francese Romain Grégoire della Groupama-FDJ. Mentre Buitrago accelerava in modo selettivo, Tiberi marcava stretto il transalpino, impedendogli di reagire e di tentare l’inseguimento. Una tattica di squadra perfetta che ha lasciato Grégoire nell’impossibilità di controbattere, costringendolo ad amministrare la propria corsa in funzione del podio.
La gestione della fuga e il ritorno sui battistrada
La frazione, partita da Albenga con un folto gruppo di corridori, aveva visto nella prima fase una lunga fuga di dieci elementi, tra i quali spiccava il belga Louis Vervaeke della Soudal Quick-Step. Vervaeke, che aveva tentato il tutto per tutto allungando in solitaria a novanta chilometri dall’epilogo, è stato ripreso soltanto all’ingresso del circuito finale, quando il forcing del gruppo dei migliori ha ricucito il distacco. Successivamente, a una trentina di chilometri dall’arrivo, è maturata l’azione decisiva che ha visto protagonisti, oltre a Buitrago, Tiberi e Grégoire, anche Quinten Hermans. Proprio Hermans, insieme a Vervaeke, è stato poi costretto a cedere il passo ai tre battistrada, lasciando campo libero al terzetto che si sarebbe giocato la vittoria.
L’epilogo e la volata per le posizioni di rilievo
Mentre Buitrago proseguiva la sua cavalcata trionfale verso il traguardo, assistito dall’incitamento del pubblico che ne ha applaudito l’azione poderosa, alle sue spalle si consumava la volata per il secondo posto. Grégoire, ormai certo di non poter più raggiungere il colombiano, ha regolato allo sprint Antonio Tiberi, aggiudicandosi la piazza d’onore. Il giovane italiano della Bahrain Victorious, che quest’anno tornerà a calcare le strade del Giro d’Italia, ha dovuto accontentarsi del terzo gradino del podio, chiudendo a 25 secondi dal vincitore. Più staccato il gruppo degli inseguitori, regolato da Diego Ulissi per la quarta posizione. Un successo, quello di Buitrago, che conferma il buon momento di forma della sua compagine e proietta il corridore colombiano verso i prossimi impegni della stagione su strada.




