Gli azzurri brillano a Lublino: la staffetta mista d'oro e le luci sul percorso individuale
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Redazione Sport
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La seconda giornata degli europei in vasca corta a Lublino, dopo un avvio di gare individuali che ha consegnato più rimpianti che soddisfazioni, ha trovato il suo culmine in una nuova, fragorosa affermazione di squadra. È stato il quartetto della 4x50 mista mista, infatti, a regalare all’Italia il suo secondo Titolo continentale dopo quello della staffetta veloce maschile, riconfermando il primato conquistato due anni prima a Otopeni. Con una prestazione di assoluta precisione e potenza, chiusa in 1'36"09, Francesco Lazzari, Simone Cerasuolo, Silvia Di Pietro e Sara Curtis non solo hanno strappato l’oro ai rivali olandesi ma hanno anche infranto il record dei campionati, avvicinandosi pericolosamente al primato italiano detenuto dal 2022. Un risultato che assume un significato particolare per due dei componenti, Cerasuolo e Di Pietro, reduci da prove individuali concluse fuori dal podio ma capaci di reagire con determinazione quando la gara diventava un affare di squadra.
Le note amare delle gare singole
Se la serata polacca verrà ricordata per il brillante oro collettivo, non sono mancate le ombre nelle prove dei singoli specialisti, i quali hanno spesso sfiorato l’obiettivo senza riuscire a centrarlo. Simone Cerasuolo, ad esempio, dopo aver impostato una gara coraggiosa nei 100 rana, è stato costretto a cedere nel finale, classificandosi al quarto posto. Stessa posizione, seppur con diverso retrogusto, per Simone Stefanì nei 50 farfalla, la cui performance è stata comunque valutata positivamente in un percorso di crescita ormai evidente nella vasca corta. Fuori dai primi tre si sono piazzati anche Lorenzo Mora, quinto nei 200 dorso, e Nicolò Martinenghi, settimo nella stessa gara di Cerasuolo, mentre Silvia Di Pietro ha chiuso lontana dalle posizioni di vertice nella sua specialità farfalla.
L'affermazione di Guatti e il ritmo della squadra
Il mosaico della spedizione azzurra, del resto, si compone anche di altri tasselli positivi, come quello fornito da Giovanni Guatti. Il nuotatore friulano, schierato nella terza frazione della 4x50 stile libero, ha creato il margine decisivo che ha permesso a Thomas Ceccon di chiudere l’opera, regalando all’Italia un altro argento e l’eguagliamento del record nazionale. Un dato, questo, che conferma la solidità del meccanismo delle staffette, punto di forza storico della nazionale e elemento in grado di risollevare le sorti di una sessione quando i risultati dei singoli, per un motivo o per l’altro, non raggiungono le attese.
Il bilancio di una giornata contrastata
Al di là dei tempi cronometrici e della collocazione in classifica, la giornata di Lublino delinea un quadro dalle sfumature contrastanti, dove all’eccellenza espressa nelle prove a squadre fa da contraltare una serie di piazzamenti di gradino inferiore al podio nelle specialità individuali. Un insieme di risultati che, tuttavia, non offusca il valore dell’impresa principale, quella della staffetta mista, la quale ha dimostrato ancora una volta come la capacità di fondere le diverse energie sia una cifra distintiva del nuoto italiano. Il medagliere complessivo, in continuo aggiornamento, beneficia così di un contributo prezioso, mentre il programma delle gare procede verso le sue fasi conclusive.




