La delegazione iraniana arriva a Roma per i colloqui sul nucleare con gli Usa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   È atterrata a Roma nelle prime ore del mattino la delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, incaricata di partecipare al secondo round di negoziati con gli Stati Uniti sul controverso programma nucleare di Teheran. Le agenzie di stampa iraniane hanno diffuso immagini dell’arrivo del diplomatico, ripreso mentre scende dall’aereo in una capitale ancora avvolta nel buio, segno dell’urgenza con cui entrambe le parti affrontano un dialogo che potrebbe influenzare gli equilibri geopolitici del Medio Oriente.

Questo incontro, che segue quello tenutosi una settimana fa a Muscat sotto la mediazione dell’Oman, rappresenta un tentativo di ridurre le tensioni legate all’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran, una pratica che Washington considera una minaccia alla stabilità regionale. Fonti diplomatiche iraniane hanno lasciato intendere che la scelta di Roma come sede non sia casuale: sarebbe stata suggerita dagli stessi mediatori omaniti, forse per garantire un clima più disteso rispetto a quello di altri scenari possibili.

Mentre i colloqui si aprono, resta sullo sfondo la posizione di Israele, che da tempo non esclude opzioni militari per fermare quello che considera un pericolo esistenziale. Le dichiarazioni di Tel Aviv, però, non sembrano aver incrinato la determinazione delle due delegazioni a proseguire il dialogo, almeno in questa fase. Quello che è certo è che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, entrambe le parti hanno interesse a evitare un’ulteriore escalation, anche se le distanze sulle condizioni di un eventuale accordo rimangono significative.

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