Roma, nuovo sfregio per l’Elefantino del Bernini: spezzata una zanna, indagini in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ennesimo atto vandalico ai danni del patrimonio artistico della capitale è stato consumato, stando a quanto si è appreso, nella serata di lunedì 16 febbraio: la statua dell’Elefantino che sorregge un piccolo obelisco in piazza della Minerva, a due passi dal Pantheon, è stata ritrovata con una delle sue zanne spezzate. Il frammento, distaccatosi dalla scultura seicentesca progettata da Gian Lorenzo Bernini, giaceva a terra ai piedi del monumento, suscitando l’immediato allarme della sovrintendenza comunale, che ha prontamente allertato gli agenti della polizia locale. I caschi bianchi del I Gruppo Centro Storico, intervenuti intorno alle 21, hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a recuperare il pezzo di marmo, consegnandolo poi ai tecnici della Sovrintendenza Capitolina per le necessarie valutazioni e per il successivo intervento di restauro che, come è stato assicurato, sarà volto a ricollocare la zanna nella sua sede originaria.

Parallelamente alle operazioni di messa in sicurezza, gli inquirenti hanno avviato le indagini per fare luce sulla dinamica dell’accaduto e risalire, se possibile, ai responsabili del gesto. Le forze dell’ordine hanno già acquisito le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, un materiale che sarà ora vagliato con attenzione: l’obiettivo primario, in questa fase, è quello di accertare se si sia effettivamente trattato di un danneggiamento volontario, frutto di una bravata notturna, o se non possa invece ipotizzarsi un cedimento strutturale dovuto all’usura del tempo o, come talvolta accade, aggravato dalle recenti condizioni meteorologiche.

La notizia del danneggiamento ha immediatamente suscitato la dura reazione del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che non ha esitato a definire l’accaduto un “assurdo atto di barbarie” e un “indegno sfregio”. In una nota diffusa nella mattinata, Giuli ha voluto sottolineare come il gesto risulti ancor più grave in quanto avvenuto a pochi giorni dall’inaugurazione della grande mostra dedicata proprio al genio di Gian Lorenzo Bernini, allestita nelle sale di Palazzo Barberini. Il ministro ha inoltre assicurato il pieno coinvolgimento del dicastero che guida, annunciando che il Ministero della Cultura, tramite la Soprintendenza Speciale di Roma, offrirà il proprio contributo alla Sovrintendenza Capitolina – dalla quale il monumento dipende direttamente – per accelerare e sostenere le operazioni di ripristino della scultura, considerata uno dei simboli più identitari e significativi del tessuto storico-artistico della Capitale.

Un precedente nel 2016 e le sfide per la tutela

Non è la prima volta, come emerge dalla ricostruzione dei fatti, che l’Elefantino della Minerva finisce nel mirino di atti vandalici: un episodio dalle caratteristiche pressoché identiche si verificò, infatti, nel novembre del 2016, quando la zanna sinistra dell’animale fu tranciata di netto. In quell’occasione, l’intervento dei restauratori fu particolarmente rapido e permise di rincollare il frammento, restituendo l’integrità al monumento in tempi brevi. La reiterazione di un gesto così simile, a distanza di un decennio, riporta tuttavia al centro del dibattito la questione, sempre aperta e di non facile soluzione, della salvaguardia del patrimonio artistico collocato in spazi pubblici e quindi esposto, per sua stessa natura, a potenziali danneggiamenti, sia essi dolosi o accidentali. La speranza, adesso, è che le immagini delle telecamere possano fornire elementi utili agli investigatori, mentre i tecnici della sovrintendenza sono già al lavoro per valutare l’entità del danno e programmare le modalità di restauro più efficaci per ricomporre la ferita inferta al celebre elefantino.

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