Roma, danneggiato l’Elefantino del Bernini: la zanna non era originale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La segnalazione, partita da un cittadino nella giornata di domenica 15 febbraio, ha innescato la macchina dei sopralluoghi e delle verifiche tecniche: l’Elefantino che sorregge l’obelisco in piazza della Minerva, uno dei monumenti più celebri del barocco romano, ha riportato il distacco di una porzione della zanna sinistra. L’allarme, come spesso accade in questi casi, è stato tempestivo, e ha permesso agli agenti della polizia locale di intervenire per recuperare il frammento, un pezzo di marmo lungo undici centimetri che giaceva a terra alla base della scultura. Le indagini, coordinate dal I Gruppo Trevi, si concentrano ora sull’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona, con l’obiettivo di chiarire la dinamica esatta dell’accaduto e stabilire se si sia trattato di un gesto volontario, di un incidente accidentale, magari provocato da qualche turista maldestro, o se invece non si debba prendere in considerazione l’ipotesi, tutt’altro che peregrina, di un cedimento strutturale aggravato dalle recenti condizioni meteorologiche.

La scoperta dei restauratori e il precedente del 2016

L’esame condotto dai tecnici della Sovrintendenza capitolina, un lavoro meticoloso che ha incrociato i dati del rilievo con la documentazione d’archivio, ha però portato alla luce un dettaglio che ridimensiona, almeno in parte, la gravità materiale del danno. Il frammento distaccato, infatti, non appartiene al marmo originale scolpito nel Seicento da Ercole Ferrata su disegno di Gian Lorenzo Bernini, ma è una parte aggiunta in un intervento di restauro del 1977. Si tratta dello stesso elemento che, nel novembre del 2016, era già stato spezzato e staccato in un precedente episodio di vandalismo, per poi essere riposizionato. Questo particolare, se da un lato spiega la relativa fragilità del punto, dall’altro non attenua la preoccupazione per la vulnerabilità del monumento, un simbolo della città che continua a essere esposto a ripetuti atti di incuria e sopraffazione. Il frammento, una volta recuperato, è stato immediatamente posto in deposito e sarà oggetto di un nuovo intervento di ripristino, già programmato per l’inizio della prossima settimana: un’operazione che, complice l’utilizzo di una piattaforma aerea per una manutenzione più estesa, dovrebbe concludersi nell’arco di quarantotto ore.

La reazione del ministro Giuli: “Un assurdo atto di barbarie”

Sulla vicenda, che arriva a ridosso dell’inaugurazione di una grande mostra dedicata a Bernini a palazzo Barberini, è intervenuto con una nota il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il quale ha parlato senza mezzi termini di “assurdo atto di barbarie”. Le parole del ministro, che ha definito inammissibile il ripetersi di simili danneggiamenti al patrimonio artistico nazionale, sottolineano il clima di indignazione che circonda l’episodio. Giuli ha comunque garantito il pieno supporto del dicastero, attraverso la Soprintendenza Speciale di Roma, alla Sovrintendenza Capitolina, che ha la competenza diretta sul monumento, per tutte le fasi necessarie al ripristino della scultura. L’auspicio, espresso anche dall’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, è che la prontezza della segnalazione da parte del cittadino e la rapidità dell’intervento tecnico possano essere da stimolo per un rinnovato e maggior rispetto collettivo nei confronti di un patrimonio che, per la sua stessa natura, rimane esposto e fruibile, ma che proprio per questo necessita di una cura costante e condivisa.

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