Roma, sfregiato l’Elefantino della Minerva: staccata una zanna, indagini in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ennesimo atto vandalico ai danni del patrimonio artistico di Roma ha preso di mira, nella serata di lunedì, uno dei simboli più celebri e amati del barocco capitolino: l’Elefantino che regge l’obelisco in piazza della Minerva, opera concepita da Gian Lorenzo Bernini nel 1667. Qualcuno, e la dinamica è ancora tutta da accertare, ha spezzato una delle zanne della scultura marmorea, e il frammento è stato ritrovato a terra, ai piedi del monumento, in un’immagine che ha immediatamente fatto scattare l’allarme. Sono stati i funzionari della Sovrintendenza comunale, intorno alle 21, a segnalare il danno agli agenti della polizia locale del I Gruppo Centro Storico, che si sono recati sul posto per i rilievi del caso e per mettere in sicurezza il reperto, quel pezzo di storia dell’arte finito rovinosamente al suolo -1-2.

Gli inquirenti, come spesso accade in questi frangenti, si trovano ora di fronte a piú possibilità, e nessuna, al momento, puó considerarsi piú accreditata dell’altra. Le indagini, coordinate dagli agenti del gruppo Trevi, si stanno concentrando sull’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, un’area del centro storico tra le piú frequentate ma non per questo immune da punti ciechi; l’obiettivo è quello di ricostruire la sequenza esatta degli eventi e risalire all’identità del o dei responsabili, qualora si trattasse effettivamente di un gesto deliberato e non, invece, di un cedimento dovuto all’usura del tempo o magari alle recenti condizioni meteorologiche -2-8. La Procura della Repubblica di Roma, come prassi, valuterà gli elementi raccolti per aprire un fascicolo, ipotizzandosi al momento il reato di danneggiamento di bene culturale -7.

Non è la prima volta, e il dato aggiunge un alone di amarezza e preoccupazione alla vicenda, che l’Elefantino del Bernini subisce un oltraggio di questo tipo. Già nel novembre del 2016, infatti, la stessa zanna – stando alle prime sommarie ricostruzioni – era stata bersaglio di vandali che ne avevano asportato una parte, abbandonando poi il frammento sul selciato -4-5. Un precedente che aveva portato, allora, a un delicato intervento di restauro per ricollocare la parte staccata, e che oggi ripropone il nodo irrisolto della tutela dei monumenti in una cittá che vive a diretto contatto con i suoi tesori d’arte, esposti nelle piazze e quindi inevitabilmente piú vulnerabili -9. Il frammento recuperato, che ora si trova al sicuro, verrà esaminato dai tecnici della Sovrintendenza Capitolina, da cui il monumento dipende, per valutare la fattibilità di un nuovo intervento di ripristino, che si annuncia complesso quanto necessario per restituire alla piazza la sua icona -1-2.

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