Brescia retrocesso in Serie C dopo la penalizzazione, Cellino furioso: "Sentenza già scritta"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Brescia è ufficialmente retrocesso in Serie C, travolto dalla sentenza del Tribunale Federale Nazionale che ha inflitto al club una penalizzazione di 8 punti, di cui 4 applicati immediatamente in questa stagione e altrettanti previsti per la prossima. Un colpo secco, che ha ribaltato la classifica e condannato le Rondinelle a lasciare la Serie B, chiudendo con 39 punti, affiancate dal Cittadella e superate dalla Sampdoria, ora aggrappata ai play-out contro la Salernitana.

Massimo Cellino, presidente del club, non ha trattenuto la rabbia. "Mi hanno ammazzato", ha dichiarato senza mezzi termini, accusando il sistema di averlo "truffato" con un verdetto che definisce "già scritto". Le sue parole rivelano un profondo senso di ingiustizia, alimentato dalla convinzione che il processo sia stato viziato da logiche esterne. Cellino, deferito per sei mesi insieme al figlio Edoardo, punta il dito contro le irregolarità amministrative contestate, legate ai crediti di imposta mai materializzatisi entro le scadenze del 17 febbraio e del 16 aprile, quest’ultima data che ha coinvolto anche il Trapani, penalizzato con 8 punti tutti da scontare nella prossima stagione.

La decisione della FIGC, arrivata dopo un’udizia lampo – iniziata alle 16 e conclusa prima delle 18, con la sentenza resa pubblica alle 19.19 – non ha lasciato spazio a dubbi. Il Brescia, che già navigava in acque agitate, si ritrova ora proiettato in Lega Pro, mentre la Sampdoria, seppure con un percorso ancora in bilico, ottiene una seconda chance.

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