A Medolla i 500 di Gambro Vantive aprono lo stato di agitazione
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Redazione Economia
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A Medolla, dove l'incertezza ha ormai eroso la pazienza di un'intera forza lavoro, i cinquecento dipendenti di Gambro Vantive, azienda che rappresenta un pilastro del distretto biomedicale modenese, hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione. Dopo un lungo periodo, durato oltre diciotto mesi, caratterizzato da silenzi e rinvii da parte della proprietà, la richiesta che si leva dallo stabilimento è una sola: chiarezza sul futuro produttivo del sito e sulle sorti occupazionali di chi ci lavora. "Basta ai silenzi di Vantive, basta ai rinvii", è il messaggio perentorio che segna la ripresa della mobilitazione in un'area industriale di primaria importanza, oggi controllata dal fondo americano Carlyle, il quale non ha ancora illustrato un piano industriale in grado di offrire una prospettiva concreta di sviluppo.
L'agonia del contratto di solidarietà
La protesta affonda le sue radici in una condizione di stallo che, come sottolineato dai lavoratori, "logora" e costringe da un anno e mezzo a ricorrere al contratto di solidarietà, uno strumento nato per situazioni transitorie ma che qui rischia di cristallizzarsi in una permanente precarietà. Questo meccanismo, che pure prevede agevolazioni contributive per le aziende, non è stato accompagnato da alcuna comunicazione chiara sulla strategia di lungo periodo per il sito di Medolla, un tempo parte di Baxter e poi conosciuto come Gambro Dasco. L'assenza di un progetto di rilancio, nonostante l'utilizzo prolungato di misure di sostegno, alimenta le preoccupazioni sul destino dello stabilimento e di chi, in esso, ha costruito la propria professionalità.
La finestra per le agevolazioni contributive
Proprio in merito ai contratti di solidarietà, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – con un comunicato di fine ottobre – ha di recente ricordato le scadenze imminenti per il 2025. L’applicativo web "sgravicdsonline" del Ministero, infatti, accoglierà le domande per la riduzione contributiva dal 30 novembre al 10 dicembre 2025. Si tratta di una procedura consolidata, che ogni anno offre la possibilità alle imprese di richiedere uno sgravio del 35 per cento per i contratti di solidarietà di tipo A, quelli cosiddetti difensivi, volti a scongiurare licenziamenti collettivi. Una finestra temporale precisa, che le aziende interessate devono obbligatoriamente rispettare per poter beneficiare dell'agevolazione.
La richiesta di un confronto serio
La mobilitazione dei lavoratori di Gambro Vantive, pertanto, non si limita a una semplice protesta ma si configura come una richiesta pressante di un confronto serio e trasparente con la proprietà e il fondo Carlyle. L’obiettivo è far sì che gli strumenti di sostegno all'occupazione, come il contratto di solidarietà, non diventino un fine ma siano inseriti in un disegno più ampio che guardi al rilancio produttivo. La vicenda, che si dipana in un settore ad alto valore aggiunto come quello biomedicale, assume un significato emblematico, evidenziando le tensioni che possono sorgere quando la gestione finanziaria di un'azienda sembra trascurare le istanze di chi, quella realtà produttiva, la vive e la anima ogni giorno.




