Pechino Express prende il via da Bali, e per Elisa Maino, la creator trentina con un esercito di dieci milioni di follower, la prima tappa si rivela subito un banco di prova tutt'altro che scontato.
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Il viaggio, si sa, è appena cominciato, ma una certezza, in questo angolo di Indonesia tra risaie sacre e templi affacciati sull'oceano, è già nell'aria: in questa gara i numeri dei social contano fino a un certo punto. Servono stomaco, tanto per cominciare, per affrontare la zuppa di varano, e poi spirito di adattamento, autostop e la capacità di dormire dove capita. La macchina da presa, in questa edizione che promette di attraversare Indonesia, Cina e Giappone, segue le dieci coppie in un percorso di 221 chilometri nella sola tappa d'esordio, e tra loro ci sono anche Elisa Maino e Mattia Stanga, i cosiddetti "Creator”, due tra i volti più riconoscibili della loro generazione digitale. La loro avventura, però, almeno in questa prima uscita, non è stata una passeggiata.
Una partenza a Ubud tra sfide e gerarchie già in movimento
L'itinerario ha preso il via da Ubud, il cuore pulsante dell'anima culturale e spirituale di Bali, dove l'atmosfera, fatta di vegetazione lussureggiante e vento che spazza le strade costiere, ha subito fatto da cornice alle prime difficoltà. Se per alcuni concorrenti la tappa è stata un trionfo di strategia e ironia, per Elisa e Mattia le cose si sono messe in salita: le pagelle della critica, al termine della puntata, li hanno visti arrancare, con un giudizio che parlava di qualche difficoltà organizzativa e fisica, quasi a voler sottolineare come la simpatia e la creatività, da sole, non bastino a superare lo scoglio della prova sul campo. In un contesto dove coppie come quella dei "Raccomandati” — Chanel Totti e Filippo Laurino — hanno letteralmente dominato la scena, arrivando primi e aggiudicandosi addirittura il potere di assegnare un Malus agli avversari, i "Creator" hanno dovuto fare i conti con una classifica che li vedeva già in fondo, a condividere il rischio con altre coppie in difficoltà.
La legge dell'autostop e il confronto con gli altri concorrenti
Mentre loro lottavano con l'essenza più pura e spartana del gioco — quella dell'autostop e della ricerca di un pasto caldo — altri vivevano momenti di televisione pura. Si è visto, ad esempio, l'ironico equivoco linguistico capitato a Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, finiti a dormire in un garage, o l'inventiva dei rapper Dani Faiv e Tony 2Milli, capaci di ottenere ospitalità persino in un comando di polizia locale. Ma è stato l'episodio che ha coinvolto Chanel Totti e il suo compagno di viaggio a diventare virale: durante un passaggio in auto, alla domanda su cosa conoscessero dell'Italia, la risposta della coppia indonesiana è stata secca: “Roma, Juventus… e Totti!”. A quel punto Filippo Laurino, con il benestare della diretta interessata, ha deciso di giocare la cosiddetta "carta dei raccomandati”, rivelando chi fosse realmente la ragazza seduta sul sedile posteriore, e scatenando la gioia incontenibile dell'autista.
Il racconto di una prima tappa che non perdona
La prima puntata, insomma, ha disegnato una geografia precisa delle forze in campo. Da un lato i "Raccomandati" che volano, dall'altro chi arranca, e in mezzo storie di ordinaria sopravvivenza televisiva. I "Creator", nonostante la mole di follower che rappresentano, hanno scoperto che a Pechino Express la valuta più spendibile è un'altra, fatta di resistenza fisica e nervi saldi. Lo stesso Mattia Stanga, al termine della fatica, avrebbe ammesso, come riportato dalle cronache, che più di così non avrebbero potuto fare, quasi a certificare un limite oggettivo incontrato già al via. E mentre i conduttori — Costantino della Gherardesca affiancato da Lillo, Guido Meda e Giulia Salemi nei panni di inviati — guidano lo spettacolo tra templi e risaie, la sensazione è che per Elisa Maino e Mattia Stanga la vera sfida debba ancora cominciare. Il viaggio è lungo e le gerarchie, si sa in questi programmi, possono cambiare in un battito di ciglia, o nel tempo di un autostop andato a buon fine.




