Myanmar, Caritas stima almeno cinque anni di aiuti dopo il terremoto. A Bangkok crolla grattacielo in costruzione
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Redazione Esteri
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Il bilancio del sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito il Myanmar venerdì 28 marzo 2025 continua ad aggravarsi, con la giunta militare che conferma oltre 1.700 vittime accertate, mentre le stime dello United States Geological Survey lasciano temere un numero di morti fino a 10.000. Tra i dispersi, almeno 300 persone, come riferito dal leader birmano durante un colloquio con il premier malese Anwar Ibrahim. A Mandalay, 29 sopravvissuti sono stati estratti dalle macerie, ma le operazioni di soccorso procedono tra enormi difficoltà, complici le infrastrutture danneggiate e la frammentazione degli interventi in un Paese già lacerato da conflitti interni.
"Serviranno aiuti per almeno cinque anni", ha dichiarato all’ANSA Giuseppe Pedron, coordinatore regionale per l’Asia di Caritas, sottolineando come la ricostruzione richiederà uno sforzo prolungato, nonostante le "operazioni particolarmente difficili". Pedron, che ha descritto una situazione sul campo drammatica ma non priva di speranza, ha evidenziato la necessità di un impegno internazionale coordinato, soprattutto nelle aree rurali, dove i danni sono meno visibili ma altrettanto devastanti.
L’onda d’urto del terremoto si è estesa oltre i confini del Myanmar, provocando il crollo di un grattacielo in costruzione a Bangkok, capitale della Thailandia. Il progetto era gestito da una joint venture tra Italian-Thai Development Plc e il colosso cinese China Railway No.10 Engineering Group. Sebbene il nome possa trarre in inganno, Italian-Thai Development – fondata nel 1958 dall’imprenditore thailandese Chaijudh Karnasuta e dall’italiano Giorgio Berlingieri – è oggi un’azienda interamente thailandese, senza più legami con l’Italia. Negli anni, il gruppo si è affermato come uno dei principali operatori nel settore delle grandi infrastrutture in Asia, ma il crollo di venerdì riaccende i riflettori sui rischi legati alla rapidità delle costruzioni in aree ad alta sismicità.




