Il terremoto in Myanmar riaccende i fantasmi del 2004: crolli e panico fino a Bangkok
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Redazione Esteri
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Le immagini che arrivano dal Myanmar, dove un terremoto di magnitudo 7.7 ha scosso la regione con epicentro a soli 16 chilometri a nord-ovest di Saigang, riportano alla mente un passato che il sud-est asiatico non ha mai davvero dimenticato. Quello stesso territorio, nel dicembre 2004, fu travolto da uno tsunami che in poche ore cancellò intere città e causò la morte di oltre 230mila persone. Oggi, mentre i soccorritori scavano tra le macerie di un tempio buddista crollato nello Stato Shan, la paura si estende fino alla Thailandia, dove l’onda d’urto del sisma ha provocato danni ingenti.
A Bangkok, dove la scossa è stata avvertita con violenza, un grattacielo in costruzione è collassato su sé stesso, seppellendo 43 operai di cui si teme il peggio. Le telecamere di sicurezza hanno immortalato il momento in cui la struttura, ancora priva degli elementi di consolidamento definitivi, si è piegata come un castello di carte sotto la forza del terremoto. Altri edifici, seppur rimasti in piedi, hanno subito danni spettacolari: dalle piscine dei rooftop l’acqua si è riversata in strada come una cascata, trasformando le strade della capitale thailandese in improvvisati torrenti.
L’aeroporto di Mandalay, uno dei più importanti del Myanmar, è stato gravemente danneggiato, costringendo i passeggeri a sedersi a terra in attesa che la scossa terminasse. Le autorità hanno dichiarato lo stato d’emergenza, mentre squadre di soccorso cercano di raggiungere le zone più colpite, dove le comunicazioni sono interrotte e i danni ancora non del tutto quantificabili.




