Il terremoto in Myanmar era stato previsto: la scienza aveva lanciato l'allarme 14 anni fa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Quello che oggi viene ricordato come uno dei terremoti più devastanti nella storia del Myanmar, con un bilancio di oltre 1.640 vittime, non era un evento imprevedibile. Già nel 2011, un team di ricercatori giapponesi e birmani aveva individuato con precisione la "lacuna sismica" lungo la Faglia di Sagaing, pronosticando una scossa di magnitudo 7.9, valore poi effettivamente registrato. Gli studiosi, analizzando i movimenti tettonici, avevano anche segnalato il rischio di liquefazione del terreno — fenomeno che spiega i crolli avvenuti persino a Bangkok, nonostante la distanza dall’epicentro — e paventato la possibilità di uno tsunami nel Golfo del Bengala.

A dimostrazione di quanto la forza del sisma abbia superato i confini nazionali, le onde sismiche sono state avvertite a oltre 1.300 chilometri di distanza, nella capitale thailandese, dove Cristiano Bovolenta, ristoratore italiano di Copparo, ha raccontato di aver percepito distintamente le scosse. "La terra tremava sotto i piedi, anche se sembrava impossibile a quella distanza", ha spiegato, sottolineando come certi eventi rendano labili i concetti di spazio e sicurezza.

Le conseguenze del terremoto hanno travalicato anche i confini con la Cina, dove nella provincia dello Yunnan, le telecamere di sicurezza di un ospedale di Ruili hanno immortalato il gesto eroico delle infermiere che, durante le scosse, hanno protetto i neonati della maternità. "Non c’è stato tempo per pensare, è stato un istinto", ha raccontato Xiong Jielan, una delle protagoniste delle immagini che hanno fatto il giro del web. Intanto, tra le macerie del Myanmar, continuano ad emergere storie di dolore, come quella di un figlio che ha dovuto dire addio alla madre sepolta sotto le macerie, in un dramma che si ripete in ogni angolo del Paese.

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