Il Waterfront mall di Genova apre tra entusiasmi e polemiche: per i commercianti della Foce il nodo resta quello dei parcheggi
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Redazione Economia
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Si è aperto ufficialmente ieri, con un'affluenza che ha subito richiamato folle compatte dinanzi alle vetrine, il nuovo distretto commerciale tematico del Waterfront Mall, sorto nell’area del Palasport di Genova. Un’apertura che, se da un lato ha generato lunghe code e una calca quasi febbrile tra i visitatori – con scene di clienti ammassati per raccogliere omaggi lanciati dagli esercenti, tipiche di questi grandi debutti – dall’altro ha già fatto emergere un fronte di criticità tra i residenti e gli operatori della vicina zona della Foce.
Sono 27mila i metri quadrati di superficie che ospitano circa settanta negozi e diciannove unità dedicate alla ristorazione, sebbene non tutte risultino operative in questa prima fase: la direzione assicura che il centro sarà completamente funzionale entro la metà di maggio. L’infrastruttura, che si sviluppa su due piani e include oltre settecento posti auto interrati, promette di generare circa ottocento nuovi posti di lavoro, con l’ambizione dichiarata di attrarre fino a sei milioni di visitatori l’anno una volta a regime.
Il paradosso dei parcheggi a pagamento che divide la Foce
Se l’inaugurazione è stata accolta con un certo fermento da chi vede in questa operazione una nuova opportunità per la città, il clima nel quartiere della Foce appare più sfumato e segnato da giudizi contrastanti. A destare le maggiori perplessità, in particolare tra i commercianti storici della zona, è la questione della sosta. I nuovi stalli realizzati nell’ambito del progetto – e finanziati contestualmente alla struttura – sono stati concepiti a pagamento, una scelta che di fatto li rende inutilizzabili per chi, invece, abita o lavora nelle immediate vicinanze. “Qui il problema sono i parcheggi”, è il lamento che sale da più parti, alimentando il malcontento di chi teme che la nuova megastruttura, piuttosto che integrare il tessuto urbano, finisca per sottrarre risorse a un’area già storicamente afflitta da carenza di spazi di sosta.
L’operazione, che recupera un palazzetto dello sport rimasto per anni in stato di chiusura e abbandono, ha così sollevato un dibattito acceso. C’è chi, tra i residenti, accoglie con favore le nuove aperture, vedendole come un segnale di rivitalizzazione per un’area portuale in trasformazione; ma chi invece manifesta criticità, concentrando le proprie obiezioni proprio sul modello scelto per la riqualificazione, giudicato poco attento alle esigenze quotidiane del quartiere.
L’artigianato genovese entra nel grande retail con “Porto delle Mani”
All’interno di questo nuovo distretto commerciale, fa il suo ingresso anche una realtà distinta rispetto al retail tradizionale. Confartigianato Genova, in collaborazione con la direzione del Mall e Maia Eventi di Alberto Gamba, ha infatti inaugurato lo spazio “Porto delle Mani”, un progetto che porta le imprese artigiane locali nel cuore del grande centro commerciale. L’iniziativa punta a riproporre il modello della bottega contemporanea: un format espositivo che combina la vendita diretta con dimostrazioni dal vivo, cercando di stabilire una relazione immediata con il pubblico in un contesto ad alta frequentazione. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra l’artigianato di qualità e la grande distribuzione, offrendo visibilità a un settore che, nella geografia delle nuove architetture del consumo, rischia spesso di rimanere ai margini.
Code e milioni di visitatori, la scommessa della sindaca Salis
La giornata di apertura è stata segnata da una partecipazione massiccia, con il flusso di persone che ha letteralmente riempito i corridoi della struttura. Presenti all’evento le istituzioni e gli addetti ai lavori, mentre dall’altra parte della barricata si leva la voce di Confcommercio, che rappresenta i negozi di vicinato e lamenta l’ennesima grande struttura spuntata in città in pochi anni. Una tensione, questa, che accompagna da sempre l’espansione dei grandi poli commerciali, visti da una parte come motori di sviluppo e dall’altra come potenziali fattori di crisi per il commercio tradizionale.
La sindaca Salis, intervenuta all’inaugurazione, ha sottolineato come si sia “lavorato per un’opportunità concreta per Genova”, ponendo l’accento sulla portata occupazionale e sulla rigenerazione di un’area simbolica. Resta da vedere, nei prossimi mesi, come si evolverà la convivenza tra la nuova attrazione, i residenti che chiedono maggiore attenzione alla vivibilità quotidiana – a partire dalla sosta – e i piccoli commercianti della Foce che, oggi, guardano con apprensione a un nuovo competitor dalle dimensioni colossali.




