Il programma Artemis cambia rotta: la Nasa sospende Gateway e punta a una base fissa sulla Luna
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non si tratta di un semplice rinvio, né di una delle tante correzioni di rotta che costellano la storia dell’esplorazione spaziale. Quella annunciata dalla Nasa è una svolta netta, una cesura con l’architettura programmatica che fino a ieri sembrava destinata a definire il prossimo decennio lunare. Sotto la nuova etichetta di “Ignition” – un termine che, come ha spiegato l’amministratore Jared Isaacman, evoca l’accensione del motore di un razzo, quel momento preciso in cui non si torna più indietro – l’agenzia spaziale americana ha di fatto rimesso in discussione collaborazioni decennali e missioni già pianificate, per concentrare ogni risorsa su un obiettivo tanto ambizioso quanto radicale: una base permanente sulla superficie lunare.
La decisione più immediata, e forse quella con le ripercussioni geopolitiche più ampie, riguarda il futuro della stazione orbitante Gateway. Prevista fino a ieri come il fulcro logistico del programma Artemis, un avamposto in orbita attorno alla Luna dal quale sarebbero partite le missioni di discesa, la struttura è stata sospesa nella sua forma attuale. “L’America non rinuncerà mai più alla Luna – ha dichiarato Isaacman durante la conferenza di presentazione – ma non dovrebbe sorprendere nessuno che stiamo sospendendo Gateway e ci stiamo concentrando sulle infrastrutture che supportano le operazioni continuative sulla superficie lunare”. Un cambio di paradigma che sposta l’asse strategico dall’orbita al suolo, con l’obiettivo dichiarato di garantire una presenza umana continuativa, e non più episodica, sul satellite.
Le reazioni dei partner internazionali non si sono fatte attendere, seppur espresse con la cautela di chi si trova a dover ricalcolare il proprio contribuito su un tabellone di gioco improvvisamente ridisegnato. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha fatto sapere, tramite una nota ufficiale, di aver avviato “consultazioni strette con i propri Stati membri, i partner internazionali e l’industria europea” per valutare le implicazioni dell’annuncio. Lo stesso direttore generale, Josef Aschbacher, presente all’evento “Ignition” organizzato a Washington, ha preso parte attiva alle discussioni; la sua presenza, del resto, sottolinea quanto il progetto Gateway fosse diventato, negli anni, il cardine della cooperazione transatlantica in ambito cislunare, e quanto la sua sospensione rappresenti ora un nodo diplomatico da sciogliere con urgenza.




