Monsignor Paolo Rudelli da Gandino alla sostituzione della Segreteria di Stato, Leone XIV sceglie un bergamasco per i quattro anni cruciali
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Redazione Esteri
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L’annuncio, arrivato oggi dalla Sala stampa vaticana, porta la firma di Papa Leone XIV: monsignor Paolo Rudelli, cinquantacinquenne originario di Gandino, in provincia di Bergamo, è il nuovo sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato. Un incarico che lo colloca ai vertici della macchina curiale, a stretto contatto con il Pontefice e con il Segretario di Stato, configurandosi come una delle nomine di maggior peso di questo inizio di pontificato. Rudelli, che finora ricopriva l’incarico di nunzio apostolico in Colombia, rientra dunque a Roma dopo una lunga carriera diplomatica, gran parte della quale trascorsa proprio nella “prima sezione” del dicastero che ora è chiamato a dirigere.
La diplomazia bergamasca al servizio del Papa
La notizia ha suscitato immediata eco nella sua terra d’origine. È stato lo stesso monsignor Beschi, alla guida della diocesi di Bergamo, a definire la nomina “una grande gioia per tutta la nostra diocesi”, un riconoscimento che premia un percorso pastorale e diplomatico costruito con pazienza negli anni. Il profilo di Rudelli, del resto, è quello di un uomo di Curia dalla lunga esperienza sul campo: il suo cursus honorum include un passato da osservatore permanente presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, un ruolo che lo ha messo in contatto diretto con le dinamiche del Consiglio d’Europa, compreso il lavoro del Comitato Moneyval dedicato alla trasparenza finanziaria. La sua nomina, avvenuta a cinquantacinque anni, lo proietta in una fase delicata per il governo della Santa Sede, segnata da scadenze amministrative e da una riforma ancora in corso d’opera.
Il cambio della guardia nella “terza loggia” e l’eredità del Frecciarossa
L’uscita di scena del predecessore, monsignor Edgar Peña Parra, avvenuta con la sua contestuale nomina a nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, chiude un capitolo di otto anni intensi. Peña Parra, nel suo discorso di congedo al personale della Segreteria di Stato, aveva usato una metafora ferroviaria per descrivere quel periodo: un viaggio “molto duro” a bordo di un “Frecciarossa”, quasi a voler sottolineare l’alta velocità e la pressione a cui la struttura è stata sottoposta. La nomina di Rudelli, ora, inaugura un ritmo differente ma non per questo meno cruciale, in un contesto in cui la gestione degli affari generali richiede una sintesi perfetta tra prudenza diplomatica e agilità operativa.
Rajic alla Casa Pontificia, la rete delle nomine vaticane
Il rimpasto non si è limitato alla sola Sostituzione. Nella stessa giornata, è stato ufficializzato anche l’incarico affidato all’arcivescovo Petar Rajič, finora nunzio in Italia e a San Marino, che diventa il nuovo prefetto della Casa Pontificia. Rajič, nato in Canada da famiglia croata, ha espresso “profonda gratitudine” per la fiducia accordatagli da Papa Leone XIV, auspicando di “poter essere utile” nel servizio al Pontefice “nella Chiesa universale”. La Prefettura che amministrerà è l’organo curiale preposto all’ordine interno e alla gestione quotidiana della vita del Papa, compito che include l’organizzazione delle udienze e il coordinamento del personale che gravita attorno al Pontefice. Si tratta, in sostanza, di due snodi decisivi: se Rudelli sarà il “capo di gabinetto” per la gestione politica e amministrativa del dicastero più importante della Curia, Rajič diventerà il gestore della logistica e del cerimoniale più intimo del Papa.
L’accoglienza della Cei per il nunzio entrante
Ad accogliere la nomina di monsignor Edgar Peña Parra come nuovo nunzio in Italia, invece, è stato il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Zuppi, in una nota, ha assicurato il nuovo rappresentante pontificio che potrà “contare sulla comunione fraterna dei vescovi italiani”, sottolineando l’intenzione di essere “Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio”. Un benvenuto che suggella il passaggio di consegne tra i due diplomatici, con Peña Parra che lascia il suo posto da sostituto per assumere la rappresentanza pontificia nel nostro paese, mentre Rudelli si prepara a entrare in un ruolo che lo vedrà protagonista della macchina di governo vaticana per i prossimi anni.
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