Pensioni, nel 2026 sale l’età di uscita ma cresce l’importo medio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Pensioni 2026, l’età media per uscire dal lavoro continua ad aumentare mentre cresce anche l’importo medio degli assegni liquidati nei primi mesi dell’anno. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio INPS sul monitoraggio dei flussi di pensionamento, pubblicato il 22 luglio, che raccoglie le informazioni sulle pensioni con decorrenza nel 2025 e nel primo semestre del 2026. Secondo la fotografia dell’istituto, l’importo medio delle nuove pensioni passa dai 1.216 euro mensili registrati nel 2025 ai 1.264 euro del 2026, mentre i dati evidenziano anche una differenza sempre più marcata tra gli assegni percepiti da uomini e donne.
I nuovi dati INPS sulle pensioni liquidate nel 2026
Il monitoraggio INPS sui flussi di pensionamento mostra un quadro aggiornato delle nuove pensioni erogate nei primi sei mesi del 2026. Oltre all’aumento dell’importo medio degli assegni, l’osservatorio conferma una crescita dell’età media di accesso alla pensione rispetto ai periodi precedenti. I dati riguardano le pensioni con decorrenza nel 2025 e nel primo semestre del 2026 e permettono di osservare le caratteristiche delle prestazioni liquidate dall’istituto. L’incremento dell’assegno medio si inserisce quindi in un contesto in cui l’uscita dal lavoro avviene mediamente più avanti.
Tra gli elementi evidenziati dall’Osservatorio INPS emerge anche la differenza negli importi medi delle nuove pensioni tra uomini e donne. Nel primo semestre del 2026 gli assegni liquidati alle donne hanno raggiunto un valore medio di 1.048 euro al mese, mentre quelli destinati agli uomini hanno registrato una media di 1.506 euro. La distanza tra i due valori arriva così al 30,41%, mostrando un divario contributivo più ampio rispetto all’anno precedente.
Il divario tra pensioni maschili e femminili aumenta
Il confronto con il 2025 evidenzia un peggioramento della differenza tra gli assegni pensionistici di uomini e donne. Nell’intero anno precedente, infatti, le pensioni liquidate alle donne avevano un importo medio mensile di 1.047 euro, mentre quelle degli uomini con decorrenza nel 2025 raggiungevano mediamente 1.419 euro. Il divario si attestava quindi al 26,2%, un valore inferiore rispetto al 30,41% registrato nel primo semestre del 2026.
I dati dell’Osservatorio INPS mostrano che gli importi medi delle pensioni femminili restano sostanzialmente fermi, mentre quelli degli uomini risultano più elevati e in crescita. Nel primo semestre del 2026 la differenza tra i due importi medi supera quindi i 450 euro mensili. La rilevazione dell’istituto mette in evidenza una distanza economica tra le nuove pensioni che riguarda il genere e che risulta più ampia rispetto al dato osservato nel 2025.
Gli importi medi degli assegni e il confronto con il 2025
Nel complesso, i dati sulle pensioni con decorrenza nei primi mesi del 2026 indicano un aumento dell’importo medio degli assegni rispetto all’anno precedente. La media passa infatti da 1.216 euro nel 2025 a 1.264 euro nel 2026, mentre contemporaneamente cresce l’età media per il pensionamento. L’Osservatorio INPS consente di leggere insieme questi due aspetti, mostrando da una parte assegni medi più elevati e dall’altra differenze ancora rilevanti tra le pensioni liquidate a uomini e donne.
La fotografia fornita dall’INPS riguarda esclusivamente i flussi di pensionamento monitorati dall’istituto e si concentra sulle nuove prestazioni con decorrenza nel 2025 e nel primo semestre del 2026. All’interno della rilevazione, il dato più evidente riguarda l’ampliamento del divario tra gli importi medi delle pensioni femminili e maschili, passato dal 26,2% del 2025 al 30,41% dei primi sei mesi del 2026.




