Mercato immobiliare, prezzi giù a Milano e mutui più difficili
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Redazione Economia
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Il mercato immobiliare italiano rallenta nel 2026, con prezzi delle case ancora in crescita nella maggior parte delle città, ma una prima flessione a Milano e condizioni di accesso ai mutui più difficili. Le analisi di Gabetti Group e Tecnocasa descrivono un settore che continua a registrare compravendite, mentre inflazione, incertezza economica e maggiori costi del credito rendono le famiglie più prudenti nell'acquisto di un'abitazione.
Prezzi delle case: Milano in calo, aumenti a Verona e Torino
Nel primo semestre dell'anno sono state registrate 381.251 compravendite residenziali, in aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate richiamati da Tecnocasa. Nelle grandi città i prezzi sono cresciuti mediamente dell'1,9%, ma con differenze significative tra i principali mercati. Il capoluogo lombardo ha segnato una diminuzione dello 0,5%, interrompendo una tendenza che non registrava un calo dal 2016. A Firenze le quotazioni sono rimaste stabili, mentre Bologna ha registrato un incremento dello 0,8%. Rialzi più consistenti si osservano a Verona, con il 4,9%, e a Torino, con il 3,7%.
Le difficoltà economiche spingono una parte degli acquirenti a cercare casa fuori dai confini delle metropoli, dove il rapporto tra prezzi e capacità di spesa risulta più favorevole. Nel 2019 il 75% dei residenti nelle grandi città acquistava l'abitazione principale all'interno del proprio comune, mentre oggi la quota è scesa al 60%. Il fenomeno è particolarmente evidente nel mercato milanese: soltanto il 38% di chi compra rimane nel capoluogo, contro il 62% che sceglie altre località. La crescente domanda nelle aree periferiche e nei comuni limitrofi accompagna un aumento delle quotazioni del 2% negli hinterland, superiore a quello registrato nei capoluoghi di provincia, pari all'1,4%.
Mutui più onerosi: il credito rallenta gli acquisti
Il rapporto G-Market Pulse Q3 2026, realizzato dal Dipartimento Research & Data Intelligence di Patrigest per Gabetti Group, individua nelle condizioni di finanziamento uno dei principali fattori di rallentamento della domanda. L'aumento dell'inflazione e la maggiore selettività bancaria incidono sulla sostenibilità economica dell'acquisto, soprattutto per le famiglie che devono ricorrere a un prestito. Secondo i dati di Banca d'Italia illustrati da Kìron Partner, nella prima metà dell'anno sono stati erogati finanziamenti per l'acquisto di abitazioni per 26.471 milioni di euro, con una contrazione del 4,9% su base annua. Le operazioni destinate a sostenere nuove compravendite sono comunque aumentate del 3,5%, mentre le surroghe si sono ridotte del 62%.
Il tasso medio rilevato a luglio si è attestato al 3,56%, mentre l'importo medio dei mutui erogati, secondo le rilevazioni interne di Kìron, ha raggiunto 128.510 euro. La durata media dei finanziamenti è salita a 26,9 anni e il tasso fisso continua a rappresentare la soluzione preferita dai richiedenti. Tra chi sottoscrive un mutuo, il 41,2% appartiene alla fascia di età tra 18 e 34 anni. L'acquisto della prima casa costituisce il 94,1% delle richieste, a conferma del peso delle necessità abitative rispetto ad altre finalità di finanziamento.
Affitti ancora elevati e maggiore attenzione alle case efficienti
Il mercato delle locazioni continua a mostrare aumenti, sebbene più contenuti rispetto ai periodi precedenti. I canoni dei monolocali sono cresciuti dell'1,7%, quelli dei bilocali dello 0,6% e quelli dei trilocali dell'1%. Bari, Bologna e Milano registrano invece ribassi, mentre Palermo e Torino figurano tra le città con gli incrementi più consistenti. In alcuni centri urbani stanno tornando all'affitto residenziale abitazioni precedentemente destinate alle locazioni turistiche di breve durata, con una crescente preferenza dei proprietari per i contratti rivolti agli studenti.
La scelta dell'abitazione risente anche della qualità dell'immobile e dei consumi energetici. Fabiana Megliola, responsabile dell'Ufficio Studi di Tecnocasa, segnala una maggiore attenzione alle nuove costruzioni, considerate più efficienti e capaci di offrire una migliore protezione dagli effetti del cambiamento climatico. La quota di compravendite riguardanti immobili nelle classi energetiche A e B è passata dall'8,4% al 9,2%. Parallelamente, i tempi medi di vendita nelle grandi città si attestano a 108 giorni, sostanzialmente in linea con i 107 giorni rilevati un anno prima. Il trilocale concentra il 41,5% delle richieste di acquisto, seguito dal bilocale con il 24,8% e dalle abitazioni di quattro locali con il 22,1%. Nel capoluogo lombardo prevale invece la ricerca di bilocali, che rappresentano il 44,7% della domanda.
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