Israele, Katz: uccisi 4mila dei 6mila miliziani del 7 ottobre

Israele, Katz: uccisi 4mila dei 6mila miliziani del 7 ottobre
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Alla vigilia del terzo anniversario del massacro del 7 ottobre 2023, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha reso noto che le forze di sicurezza hanno eliminato circa 4.000 dei 6.000 miliziani che quel giorno attraversarono il confine con Israele. «Seimila terroristi attraversarono il confine con Israele il 7 ottobre e compirono atrocità, di questi ne sono stati uccisi finora 4.000», ha dichiarato Katz in un comunicato, precisando che restano da colpire altri 2.000 uomini.

Il ministro ha aggiunto di aver disposto, insieme al premier Benjamin Netanyahu, che esercito e servizi di sicurezza diano la caccia ai responsabili «senza limitazioni e in qualsiasi circostanza», dai ranghi più alti a quelli più bassi.

Il quadro delle forze coinvolte e le stime aggiornate

Le cifre citate da Katz sono state presentate al ministro dal capo della Direzione dell'intelligence militare, il maggiore generale Shlomi Binder, nel corso di una riunione di gabinetto tenutasi nella serata di domenica. L'aggiornamento segna un aumento rispetto alle precedenti valutazioni delle Forze di difesa israeliane, che stimavano in circa 5.600 i miliziani penetrati in territorio israeliano il 7 ottobre 2023. Stando a quanto ricostruito, tra 1.200 e 1.600 degli attaccanti rimasero uccisi durante le operazioni sul suolo israeliano prima che gli altri facessero ritorno nella Striscia di Gaza. Per individuare ed eliminare i responsabili ancora in vita, lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano, ha istituito una unità dedicata denominata Nili, che opera in collaborazione con l'esercito.

Le commemorazioni a Gerusalemme e le parole di Herzog

A Gerusalemme, sul Monte Herzl, il presidente Isaac Herzog e il premier Netanyahu hanno preso parte alla cerimonia di Stato in memoria dei caduti. Le bandiere sono state ammainate a mezz'asta alle 6:29 del mattino, l'ora esatta in cui tre anni fa iniziò l'attacco. Nel suo intervento, il capo dello Stato ha ricordato le vittime dell'assalto e della conseguente guerra «Spade di ferro», rivolgendo un pensiero anche a feriti nel corpo e nell'anima che ancora oggi portano le conseguenze di quella giornata.

Herzog ha inoltre chiesto che venga condotta un'indagine sulle circostanze che portarono alla strage, con «determinazione, coraggio e imparzialità», sottolineando la necessità di non ignorare i segnali d'allarme e di guardare alle divisioni interne al Paese.

Le ferite ancora aperte e la voce di Pizzaballa

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha offerto una lettura del terzo anniversario concentrata sulle conseguenze umane del conflitto. «Il 7 ottobre è stato, ed è ancora, un dramma gravissimo», ha affermato, aggiungendo che quanto accaduto tre anni fa «ha segnato uno spartiacque nella vita di Israele, ma anche nella nazione e tra i palestinesi».

Il porporato ha osservato che il futuro è «tutto da ricostruire», non solo sul piano delle infrastrutture, ma anche su quello delle relazioni e dell'umanità, e ha descritto una situazione ancora caratterizzata da «una fase di non pace e di non guerra» in cui la violenza resta presente.

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