A Potenza, nuova frontiera per il cuore: all'ospedale San Carlo prima ablazione con elettroporazione in Basilicata

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   La cardiologia dell'ospedale San Carlo di Potenza ha segnato una tappa regionale, eseguendo per la prima volta in Basilicata un'intervento di ablazione della fibrillazione atriale mediante elettroporazione. La tecnica, che rappresenta l'avanguardia nel settore delle aritmie cardiache, impiega campi elettrici pulsati ad altissima tensione, della durata di pochi microsecondi, per agire in modo selettivo sulle cellule cardiache responsabili del disturbo del ritmo. Un approccio che, a differenza dei metodi termici tradizionali, si dimostra notevolmente più rapido e mirato, riducendo di conseguenza i potenziali rischi per le strutture anatomiche adiacenti al cuore, come l'esofago o i nervi frenici.

Il risultato di una strategia pianificata

Quello compiuto a Potenza non è un episodio isolato, bensì l'esito di una precisa programmazione che punta ad ampliare l'offerta sanitaria attraverso l'acquisizione di tecnologie sofisticate e il reclutamento di personale specializzato. "Questo risultato è il frutto di una programmazione strategica orientata al potenziamento dell’offerta assistenziale", ha dichiarato il direttore generale della struttura, spiegando come la scelta passi attraverso "investimenti mirati in tecnologie avanzate, nel reclutamento di professionisti altamente qualificati e nella valorizzazione delle competenze interne". Un percorso, il suo, che mira a trattenere i pazienti nel territorio regionale, offrendo prestazioni complesse che fino a poco tempo fa richiedevano necessariamente lo spostamento verso centri del Nord Italia.

Il principio della metodologia avanzata

La procedura, definita anche come "ablazione a campi elettrici pulsati", sfrutta impulsi elettrici ultrabrevi per creare micropori nelle membrane delle cellule miocardiche che generano l'aritmia, inducendone la morte in modo controllato e localizzato. La sua specificità tissutale costituisce il principale elemento di vantaggio, poiché il tessuto cardiaco risulta molto più sensibile a questo tipo di energia rispetto a quelli circostanti. Ciò consente agli operatori di intervenire con una precisione superiore, massimizzando l'efficacia del trattamento e, al contempo, contenendo le possibili complicanze. Alcuni li considerano un passo avanti significativo, paragonabile al passaggio dalla chirurgia aperta a quella laparoscopica.

Lo scenario più ampio delle strutture ospedaliere

Mentre a Potenza si procede con l'innovazione terapeutica, in altre regioni il dibattito si concentra sulla sopravvivenza e sul potenziamento degli ospedali periferici. In Campania, ad esempio, si è tenuto un tavolo tecnico-istituzionale dedicato al futuro di un presidio della provincia di Caserta, al quale hanno preso parte rappresentanti regionali, locali e della sanità territoriale. L'incontro, voluto per confermare la piena operatività della struttura e delineare le linee per il suo rafforzamento, evidenzia una tendenza diffusa: la necessità di garantire servizi essenziali su tutto il territorio, bilanciando l'eccellenza dei grandi centri con la presenza capillare di punti di riferimento assistenziale. Questi due binari, quello dell'alta specializzazione e quello della prossimità ai cittadini, appaiono sempre più come complementari in un sistema sanitario che intenda essere sia solido che equo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.