Genova e altri 116 comuni al voto: si decide il futuro di sindaci e municipi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Domani, domenica 25 maggio, e lunedì 26 maggio, quasi due milioni di elettori in 117 comuni italiani saranno chiamati alle urne per scegliere i nuovi sindaci e i rispettivi consigli comunali. Tra questi, quattro capoluoghi di provincia – Genova, Matera, Ravenna e Taranto – rappresentano i centri più rilevanti di una tornata elettorale che, se necessario, vedrà i ballottaggi svolgersi in concomitanza con i referendum previsti per l’8 e il 9 giugno.

A Genova, dove si gioca una delle partite più significative, sono 481.754 i cittadini abilitati al voto, distribuiti in 653 sezioni. I dati del ministero dell’Interno segnalano un incremento dello 0,27% rispetto alle amministrative del 2022, quando l’affluenza si fermò al 44,17%. Un dato che, seppur marginale, potrebbe influenzare gli equilibri finali, considerando la storica frammentazione politica del capoluogo ligure.

In Puglia, dove sono dieci i comuni coinvolti, tra cui Taranto e Massafra, l’attenzione si concentra sulle possibili sfide al ballottaggio, che riguarderebbero solo alcune amministrazioni. Stesso discorso per Triggiano, nel barese, e Orta Nova, in provincia di Foggia, dove gli elettori potrebbero tornare alle urne a giugno.

I seggi resteranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15, con lo spoglio che inizierà subito dopo la chiusura. La Puglia, con i suoi dieci comuni al voto, è seconda solo alla Sicilia, dove le elezioni si terranno in nove centri, sebbene con un calendario leggermente differenziato.

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